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CANTONECianobatteri nel Ceresio, «sempre più turisti vanno altrove»

12.09.23 - 08:36
Le informazioni sullo stato non ottimale del lago iniziano a girare e in molti chiamano per conoscere la situazione
Foto lettore tio.ch
Il Ceresio visto da Maroggia.
Il Ceresio visto da Maroggia.
Cianobatteri nel Ceresio, «sempre più turisti vanno altrove»
Le informazioni sullo stato non ottimale del lago iniziano a girare e in molti chiamano per conoscere la situazione

LUGANO - Un lago color verde acceso offre sicuramente lo sfondo per una foto instagrammabile. Certo è però che, per chi delle acque del Ceresio ci vive, a partire dagli addetti del settore turistico, o per quanti ci arrivano per trascorrere le vacanze, non è uno spettacolo altrettanto scenografico. Anzi. Il proliferare incontrollato, e attualmente senza spiegazioni precise, dei cianobatteri rappresenta, se non si troveranno soluzioni, un danno devastante.

A testimoniarlo in prima persona è Jacopo Donati del Camping Lugano di Agno. «È per noi un grave problema. Da metà agosto il lago non è più stato balneabile e molti turisti se ne sono andati via. Anche perché scoprire di non potersi fare il bagno, provoca inevitabilmente simili reazioni. Diversi ospiti olandesi, tedeschi o in arrivo dalla Svizzera interna - che nulla sapevano - dopo un giorno hanno preferito spostarsi. E si trattava magari di clienti che avevano prenotato per 5 giorni».

A ciò si aggiunge anche un altro problema da non sottovalutare. «Le informazioni sullo stato non ottimale del nostro lago iniziano a girare. In molti chiamano per sapere cosa si dovranno aspettare arrivando da noi. E così, sempre più spesso preferiscono andare sul Lago Maggiore o sul lago di Como», aggiunge Donati.

Ecco allora che viene accolta positivamente la recente notizia della mozione depositata in Gran Consiglio dai deputati del Centro Berardi e Ghisolfi, per avviare uno studio capace di comprendere le ragioni del proliferare dei cianobatteri. «Noi intanto siamo sempre in contatto con i municipi e con il Cantone per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno». 

Meno toccati dal problema ma in ogni caso in allarme anche gli albergatori. «La situazione è sotto gli occhi di tutti. Forse per i clienti degli alberghi cittadini ha un impatto minore rispetto ai campeggi, ma si deve intervenire subito - spiega Federico Haas di Hotellerie Suisse Ticino - Doveroso indagare per trovare cause e rimedi. Connesso a ciò vorrei rilanciare un tema importante: a Lugano sono sempre pochi i punti di accesso al lago, andrebbero sviluppati progetti per incentivare tale offerta e ovviamente in tale ottica diventa prioritario poter contare su acque pulite e senza la presenza di cianobatteri».

Convinto della necessità di indagare sul fenomeno anche il presidente di Ticino Turismo, Simone Patelli. «Doveroso avviare le indagini e gli studi necessari per capire da cosa può dipendere il fenomeno e comprendere possibili effetti negativi».

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