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CHIASSO

«Sia fatta chiarezza su quel cantiere e su quei tetti in eternit»

L'interpellanza del Centro al Municipio di Chiasso, riguardo agli interrogativi legati al cantiere dell'ex-fabbrica Trecor
Archivio Tipress
«Sia fatta chiarezza su quel cantiere e su quei tetti in eternit»
L'interpellanza del Centro al Municipio di Chiasso, riguardo agli interrogativi legati al cantiere dell'ex-fabbrica Trecor
CHIASSO - Maggiore chiarezza sui tetti contenenti amianto dell'ex-fabbrica Trecor di Chiasso, così come dei lavori in corso nel cantiere per la sua demolizione. È quello che chiedono - a nome dei cittadini residenti a ridosso - in un'i...

CHIASSO - Maggiore chiarezza sui tetti contenenti amianto dell'ex-fabbrica Trecor di Chiasso, così come dei lavori in corso nel cantiere per la sua demolizione.

È quello che chiedono - a nome dei cittadini residenti a ridosso - in un'interpellanza del gruppo del Centro e sottoposta al Municipio. Co-firmatari Davide De Donatis, Patricia Wasser, Giorgio Fonio, Arianna Cattaneo, Amedeo Mapelli, Mara Medici e Mauro Mapelli.

Fra le domande poste all'Esecutivo una riguarda l'eternit, presente nei tetti e già rimosso, e la sua possibile diffusione nell'ambiente: «Chi ha eseguito i lavori ha redatto un rapporto dello stato dell’aria e del suolo prima e dopo la rimozione del tetto in eternit?», chiedono i consiglieri comunali.

Secondo problema emerso durante i lavori, sono state le forti vibrazione - già segnalate dalla popolazione - e che hanno causato grandi disagi agli immobili adiacenti: «Sono stati fatti i controlli del caso da parte dell’UTC per verificare se i rumori prodotti dal cantiere non superavano la soglia limite del rumore ed erano a norma?».

Ultimo punto riguarda il sedime, rivelatosi inquinato e che - verosimilmente - necessiterà di un intervento di bonifica affinché l'opera possa essere completata. Da qui la domanda degli interpellanti: «Per quale motivo è stato rilasciato un permesso di costruzione su un terreno che risulta essere inquinato?», e anche: «Se per motivi dati da una bonifica esosa, il costrutto rinunciasse a edificare il nuovo immobile, quale sarà la sorte di questo scavo, probabilmente inquinato? Lo dovrà bonificare il nostro comune sulle spalle dei cittadini?».

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