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CANTONE / SVIZZERACancro infantile: «Ogni bambino morto è uno di troppo»

13.06.22 - 06:33
In Ticino si registrano in media 10-15 diagnosi all'anno, mentre sono 350 i bambini che si ammalano in Svizzera.
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Cancro infantile: «Ogni bambino morto è uno di troppo»
In Ticino si registrano in media 10-15 diagnosi all'anno, mentre sono 350 i bambini che si ammalano in Svizzera.
Cancro infantile in Svizzera, organizzazione che dal 2015 combatte questa piaga, ha lanciato oggi una nuova campagna di sensibilizzazione. «L'esiguo numero di casi suscita scarso interesse da parte delle aziende farmaceutiche a sviluppare farmaci specifici».

BELLINZONA / BERNA - I bambini e il cancro. Un connubio terribile, ma purtroppo reale. In Svizzera, infatti, ogni anno circa 350 tra bambini e adolescenti si ammalano e uno su cinque non sopravvive a questa drammatica malattia. In Ticino si registrano in media 10-15 diagnosi di tumore e un decesso all'anno.

«Ogni bambino morto è di troppo» - Una vera propria piaga che provoca sofferenze indicibili sia ai piccoli pazienti, sia ai loro cari. Una piaga che da anni l'organizzazione ombrello Cancro infantile in Svizzera (CIS) cerca di combattere con tutte le proprie forze. «Ogni bambino che perde la vita è uno di troppo», ci confida la portavoce Alexandra Weber. «Per questo motivo è essenziale intensificare gli sforzi della ricerca».

Battaglia complicata - Sforzi che però, benché negli ultimi decenni le cure siano notevolmente migliorate, restano complicati. «Le terapie oncologiche che hanno rivoluzionato la medicina degli adulti non sono disponibili per la maggior parte dei pazienti pediatrici, che continua a essere curata con farmaci messi a punto decenni fa e che in realtà sono approvati solo per la terapia degli adulti», deplora infatti l'organizzazione.

«Attività poco remunerativa» - La CIF, che proprio oggi ha lanciato una nuova campagna per mettere sotto riflettori questa importante tematica, punta il dito contro l'industria farmaceutica. «Il cancro pediatrico è una malattia rara, pertanto vi è scarso interesse da parte delle aziende del settore a sviluppare farmaci specifici, dato l’esiguo numero di casi».

Terapie con effetti collaterali - La cura dei giovanissimi malati di cancro resta quindi ancorata alle terapie degli adulti. Che però non sono sempre ottimali. Anzi. «I bambini non sono affetti dagli stessi tipi di tumori e reagiscono in modo diverso alle terapie rispetto agli adulti». L'uso di tali farmaci, quindi, rimane problematico nonostante il loro elevato grado di efficacia. «Il loro uso in ambito pediatrico - precisa Nicolas von der Weid, Capo-Dipartimento di Ematologia-Oncologia dell'Ospedale Pediatrico Universitario di Basilea - non è stato sufficientemente studiato e spesso ha effetti tossici. Soprattutto in pazienti ancora nel pieno della crescita, ciò può comportare effetti collaterali che nel lungo termine possono compromettere gravemente la loro qualità di vita».

La speranza di una cura - La speranza dell'organizzazione è che anche i più giovani possano accedere più spesso a cure d'avanguardia e a nuovi approcci terapeutici. «Le terapie CAR-T sono anche la grande speranza dell'oncologia pediatrica, perché colpiscono le cellule tumorali in modo più specifico e sono quindi più efficaci e meno tossiche. In futuro, le terapie con cellule CAR-T potrebbero sostituire in gran parte la chemioterapia intensiva nei bambini affetti da leucemia o sostituirsi a un trapianto di midollo osseo nei casi più aggressivi».

Risorse insufficienti - Studi iniziali promettenti che però vengono ostacolati «da risorse finanziare insufficienti» e «lungaggini amministrative» che si ripercuotono sul campo della ricerca clinica. «Per garantire le migliori terapie a tutti i bambini e gli adolescenti affetti da cancro è fondamentale un’attività di ricerca attiva con stanziamenti garantiti e focalizzata su questo specifico gruppo di pazienti», sottolinea Valérie Braidi-Ketter, CEO di Cancro Infantile in Svizzera. «Questo è l'unico modo per ottimizzare gli approcci terapeutici esistenti e assicurare l'introduzione di nuove terapie e di nuovi farmaci». 

Cancro infantile in Svizzera - L'organizzazione ombrello Cancro infantile in Svizzera (CIS) è stata fondata nel 2015 da rinomate organizzazioni per il cancro infantile. Fulcro delle attività è la comune lotta contro il cancro e i suoi effetti tardivi nei bambini e negli adolescenti con l'obiettivo di migliorare la condizione delle persone colpite in tutta la Svizzera. Ciò include l'ottimizzazione delle opzioni terapeutiche, lo sviluppo di nuove terapie e farmaci accessibili a tutti, un migliore supporto psicologico e sociale per le famiglie colpite e un'assistenza e un sostegno ottimali ai sopravvissuti al cancro infantile. «Rappresentiamo - conclude Alexandra Weber - gli interessi delle famiglie colpite e degli ex pazienti affetti da cancro infantile a livello federale. Uno dei nostri importanti successi è stato il congedo di assistenza di quattordici settimane con protezione dal licenziamento per i genitori con un figlio gravemente malato. Naturalmente, questo risultato vale anche per i genitori ticinesi».

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