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CANTONEMerce scaduta? Paga il dipendente (e viene licenziato)

07.06.22 - 06:30
Una pratica poco ortodossa in un negozio in franchising attira l'attenzione dell'Ocst. E Coop Mineralöl interviene
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Merce scaduta? Paga il dipendente (e viene licenziato)
Una pratica poco ortodossa in un negozio in franchising attira l'attenzione dell'Ocst. E Coop Mineralöl interviene
Il "trucco" per vendere i prodotti più vicini alla data di scadenza: «Dovevamo metterli in posizione privilegiata». Il risarcimento: un buono spesa

LUGANO - La regola è antica quanto il commercio. La merce vecchia va messa davanti: in "prima fila" sullo scaffale, sotto il naso del cliente che - distratto per definizione - non controllerà la data di scadenza. Ci guadagna il negoziante, forse anche l'ambiente (se la merce non finirà nella spazzatura di casa il giorno dopo). A rimetterci a volte è il dipendente. 

Perlomeno ci hanno rimesso - e non poco - alcuni dipendenti di un negozio Coop Pronto del Sottoceneri, che fino a poco tempo fa per prassi sarebbero stati costretti a rimborsare al gerente ogni giorno il corrispettivo della merce scaduta e invenduta. A seguito del coinvolgimento dei sindacati Coop si è attivata per adottare dei provvedimenti. 

Nel franchising la prassi, descritta da uno dei dipendenti a tio.ch/20minuti e al sindacato Ocst, prevedeva per l'appunto di «collocare in posizione privilegiata la merce prossima alla data di scadenza». Ma l'astuzia non sempre funziona: e «spesso capitava che i prodotti rimanessero comunque invenduti», vuoi perché i clienti così distratti non sono, vuoi per altri motivi. Ecco allora che a coprire la perdita per il gerente - costretto a gettare la merce scaduta - erano i dipendenti, di tasca propria. 

Episodi occasionali? «In realtà succedeva puntualmente tutti i mesi» racconta il dipendente. A seguito di divergenze riguardanti (anche) la merce scaduta un collaboratore sarebbe stato inoltre licenziato ad aprile. Mentre il sindacato valuta l'apertura di una vertenza, all'ex dipendente è stato offerto un risarcimento da Coop Mineralöl per l'ammontare delle somme decurtate (circa 1300 franchi).

Un portavoce della catena si dice «profondamente dispiaciuto» e sottolinea che l'accaduto «è responsabilità di un partner di franchising» a cui compete la gestione del personale. La procedura «non è conforme alle disposizioni del nostro contratto e non sarà tollerata in nessuna circostanza». L'azienda è in contatto con il gerente e «sta lavorando per risolvere gli incidenti».

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