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CANTONE
30.09.2021 - 13:300

La pandemia pesa (ancora) sul preventivo

Per il 2022 è previsto un disavanzo di 135,3 milioni di franchi: a pesare sanità, socialità e trasporti pubblici.

BELLINZONA - La crisi sanitaria innescata dalla pandemia ha conseguenze (e non poteva essere altrimenti) anche sul preventivo 2022. «Se da un lato le previsioni parlano di una ripresa economica - ricorda il Governo - dall’altro tale crescita non permetterà di compensare le perdite subite a causa della pandemia». In altri termini, il deficit emerso a causa del Covid-19 non sarà colmato per diversi anni.

«Questa crisi, che ha avuto quale primo effetto un importante disavanzo d’esercizio nel 2020 e nel 2021, impatterà sulle finanze pubbliche anche nei prossimi anni». E anche per il 2022, nelle casse ticinesi è previsto un buco di 135,3 milioni di franchi. A ogni modo, il disavanzo d'esercizio approvato oggi dal Governo «rispetta il vincolo previsto dal freno ai disavanzi» ed è nettamente inferiore a quello preventivato per il 2021 (era di 230,7 milioni).

Autofinanziamento nelle cifre nere - L'autofinanziamento del Cantone è invece ritornato nelle cifre nere, attestandosi a 72,4 milioni con un grado di autofinanziamento del 26,9%. «Considerato un onere netto per investimenti di quasi 270 milioni, il disavanzo totale previsto per il 2022 è di circa 196 milioni».

Debito pubblico sopra i 2,5 miliardi - Aumenta ancora il debito pubblico, che a fine anno dovrebbe abbattere il muro «iconico» dei 2,5 miliardi di franchi. Un dato, questo, che mette il nostro Cantone tra i peggiori dell'intera Confederazione. Cattive notizie pure dal capitale proprio: il saldo (negativo) potrebbe infatti raggiungere in 405 milioni.

Su le spese - Le spese del Cantone crescono di 114.3 milioni di franchi rispetto allo scorso preventivo (+2.8%). A pesare su questa voce - come già nel 2021 - è soprattutto l’incremento delle spese di trasferimento (+54.9milioni). «L’aumento - precisa il Consiglio di Stato - riguarda in particolare i settori della sanità e della socialità e quello dei trasporti pubblici». Oltre a questo, si registra un aumento delle spese per il personale (+45.8 milioni), in particolare per i docenti.

Ma anche i ricavi - Rispetto al preventivo 2021, sono aumentati anche i ricavi (+209,7 milioni). A far impennare le entrate è in particolar modo l'aumento della quota parte cantonale agli utili della Banca Nazionale Svizzera che è preventivata a 137 milioni (+53 rispetto al 2021). «Questo incremento - ricordano da Bellinzona - è da ricondurre alla nuova convenzione tra la BNS e il Dipartimento federale delle finanze per il periodo 2021-2025 e alle migliorate previsioni congiunturali che portano all’incremento di 119,6 milioni dei ricavi fiscali». Sempre per quanto concerne i ricavi, il Governo ha deciso di sottoporre all’approvazione del Parlamento la proroga (fino al 31 dicembre 2023) della soluzione transitoria quale risposta all’iniziativa per “Comuni forti e vicini al cittadino”. «In questo modo - sottolinea il Cantone - I Comuni potranno continuare a beneficiare della riduzione decisa nel 2019 e che sarebbe decaduta senza la proroga della misura». Ricordiamo che tale soluzione prevedeva una riduzione di 12,5 milioni di franchi della partecipazione comunale per due anni fino all’adozione del progetto “Ticino 2020”. Nell’attesa di una decisione in merito all’entrata in vigore della tassa di collegamento da parte del Parlamento, il preventivo 2022 non prevede alcun introito a questo titolo.

Il piano finanziario 2023-2025 - Assieme al preventivo, il Governo ha pubblicato anche i dati relativi al Piano finanziario della gestione corrente valido per il prossimo triennio. Esso integra pure nuovi oneri che entreranno in vigore nel 2022 per un valore di sei milioni di franchi. «Le conseguenze della crisi si manifesteranno in modo importante sulle finanze pubbliche cantonali verosimilmente anche nei prossimi anni», ricorda il Governo. «Ciò avrà come diretta conseguenza un progressivo peggioramento della solidità del bilancio del Cantone e del debito pubblico»

Da Bellinzona viene rilevato come le stime attuali di Piano finanziario non rispettano i vincoli previsti dal freno ai disavanzi. Il cumulo d'importanti disavanzi di esercizio aumenta infatti il disavanzo del conto di compensazione, che deve essere ammortizzato, riducendo di fatto il margine finanziario determinato dal limite massimo di disavanzo possibile, che già a partire dal 2023 potrebbe essere superato. «Per poter ritrovare una solidità delle finanze pubbliche cantonali, indispensabili per poter far fronte ai bisogni della società, occorrerà un intervento attivo della politica per riportare le finanze su un binario di equilibrio. Il periodo che stiamo vivendo sta mostrando - conclude il Governo - come finanze pubbliche solide siano la premessa necessaria per affrontare nel migliore dei modi i periodi di crisi».

 

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