Betty Martinetti
MINUSIO
21.07.2021 - 19:380

«Questa maledetta pandemia mi ha fatto scappare i miei meravigliosi ragazzi»

L'agonia della scuola di teatro Pulci e Cicale, diretta da Betty Martinetti. Ora è a caccia di nuove leve.

Dai Miserabili ai Promessi Sposi. Da Anastasia a Mary Poppins. Tanti gli spettacoli di prestigio portati in scena nel corso di una storia decennale. «Salviamo questo partimonio», dice la responsabile.

MINUSIO - «Maledetta pandemia. Mi ha fatto scappare quasi tutti i miei meravigliosi ragazzi». È un sospiro infinito quello di Betty Martinetti, titolare della scuola di teatro Pulci e Cicale con sede a Minusio. Il suo è un caso emblematico. Non ne fa una questione di entrate finanziarie mancate. Il problema è che, come successo anche altrove e in altri contesti ricreativi, il Covid ha letteralmente sfaldato alcuni gruppi e associazioni. «A questo va aggiunta la difficoltà di andare in scena. Molti non hanno retto questa incertezza e hanno preferito dedicarsi ad altro».

«Una batosta incredibile» – La scuola di Betty Martinetti esiste da decenni. Un tempo aveva nove sezioni, sparse in tutta la Svizzera italiana. Oltre un centinaio di allievi. Ora ne sono rimasti circa una decina, concentrati nella sezione di Muralto. «Prima della pandemia avevo già ridotto tutto a due sezioni – ammette Martinetti –. Ma si trattava di sezioni florenti, promettenti, cariche di entusiasmo. Il Covid ha dato una batosta incredibile alla mia gloriosa scuola. La chiamo così per affetto, non per vanità».

Un capolavoro dietro l'altro – Dai Miserabili ad Anastasia, passando per innumerevoli altri capolavori. Tanti gli spettacoli portati sul palco da Martinetti e dai suoi ragazzi (soprattutto giovani in età scolastica). «Quando a febbraio 2020 è arrivato il Covid stavamo preparando una nuova versione dei Promessi Sposi con un gruppo meraviglioso. Non siamo mai riusciti ad andare in scena. L'unica soddisfazione è arrivata con Mary Poppins a dicembre 2020. Davanti a un pubblico di sole 30 persone, in quel momento le restrizioni erano fortissime».

«È il momento di rialzarci» – Perfezionista e innamorata del suo mestiere, Betty Martinetti non ci sta a gettare la spugna. «Penso anche a tutte le altre compagnie teatrali. Abbiamo subìto un anno e mezzo di stop forzato. Non andare in scena per un artista di qualsiasi genere o livello è tristissimo. Adesso è il momento di rialzarci. Coi ragazzi delle elementari e delle medie è stato anche più difficile mantenere l'unione. Perché a volte sono stati confrontati con quarantene o problematiche legate alle rispettive famiglie. Anche per questo c'è chi ha mollato. Peccato, la cultura è vita. Per gli adulti come per i giovani».

Un appello tenero – L'artista di Minusio, conosciuta anche per la sua tenacia, è preoccupata in vista dell'autunno. Teme che chi ha abbandonato la via del palco non torni più indietro. E lo confessa con tanta umiltà. Suscitando un certo senso di tenerezza. «Vorrei che si riuscisse a salvare il patrimonio che ho costruito in tanti anni di sacrificio. Lo ammetto apertamente: cerco nuove leve. Da tutta la Svizzera italiana. Senza alcuna preclusione».

 

 

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