Tipress
ULTIME NOTIZIE Ticino
TERRE DI PEDEMONTE
1 ora
Cede la staccionata, un 73enne cade da un ponte
L'infortunio si è verificato oggi a Verscio. La vita dell'uomo è in pericolo
CANTONE
2 ore
«Test gratuiti fino al 31 ottobre»
Il parere del Governo ticinese in merito alla proposta posta in consultazione dal Consiglio federale
LUGANO
2 ore
Principio d'incendio alla Clinica Moncucco
A causarlo, un caricatore. L'intervento dei Pompieri di Lugano si è risolto in pochi minuti.
CANTONE
4 ore
«Ci hanno dato un contentino»
L'esperto di sanità Bruno Cereghetti non è contento dello "sconto" delle assicurazioni malattia. L'analisi e le critiche
FOTO
CANTONE
5 ore
Ultima tappa per il primo vaccino-tour ticinese, ma non ci si ferma qui
Ha avuto luogo oggi a Biasca l'ultima tappa della prima vaccinazione on the road nel nostro cantone.
MENDRISIO
6 ore
Una manifestazione «per salari dignitosi»
Marco D’Erchie: «Questo modo di intendere e di fare economia non solo non porta alcun beneficio».
CANTONE
6 ore
«Gobbi troppo restrittivo sugli stranieri», la denuncia dei Verdi
«Leggi che, mal interpretate, hanno pesantemente leso le libertà personali di moltissimi cittadini»
CANTONE
6 ore
Pochi centesimi in meno al mese: «Un timido passo, ma nella giusta direzione»
Il DSS ha commentato il leggerissimo calo dei premi di cassa malati per il 2022.
CANTONE
6 ore
Giornata dell’economia, tra innovazione e la chiave per ripartire
L’evento è stato l’occasione per evidenziare come il Ticino abbia saputo reagire positivamente alla crisi.
CANTONE
7 ore
Multe illegali per 28'800 franchi, ma niente rimborsi
«Sono stati sottratti illegalmente 28'800 franchi a 288 cittadini», così il copresidente del PS Fabrizio Sirica.
CANTONE
9 ore
Uno svincolo a Melano? «È la posizione più idonea ed efficace»
È terminata la fase di affinamento del potenziamento dell’autostrada da Lugano a Mendrisio (PoLuMe).
LAMONE
10 ore
Investito da un'auto: il ciclista 81enne non ce l'ha fatta
L'anziano era stato vittima di un incidente il 14 settembre in via Cantonale a Lamone.
CANTONE
12 ore
PubliBike, la rete Mendrisiotto-Basso Ceresio è quasi completa
Assieme alla rete Lugano-Malcantone diventa la terza in Svizzera per grandezza
CANTONE
12 ore
Covid in Ticino, 26 casi e ricoverati stabili
Non ci sono nuovi decessi né nuove quarantene di classe. Fermi a quota 18 gli ospedalizzati.
FOTO
CANTONE
12 ore
La scuola come laboratorio per un futuro sostenibile
Il 23 ottobre ritorna la Giornata di educazione allo sviluppo sostenibile organizzata dal DT e dal DECS.
GIORNICO
13 ore
Si torna a correre anche in Leventina
Questo sabato si svolgerà la corsa delle sette chiese di Giornico.
MENDRISIO
13 ore
Fiera di San Martino annullata: «Non vi erano altre alternative?»
Il Gruppo Lega-UDC-UDF interroga il Municipio sulla decisione di cancellare la manifestazione anche per quest'anno.
FOTO
BELLINZONA
14 ore
È stata un'estate complicata per gli animali selvatici
Tra aprile e fine agosto la Spab ha dovuto soccorrere un «numero impressionante» di bestiole in difficoltà.
CANTONE
20.05.2021 - 06:000
Aggiornamento : 10:33

Tempesta chimica nel bicchiere di merlot

Le iniziative popolari su pesticidi e acque preoccupano il settore vitivinicolo ticinese

Il direttore di Ticinowine Andrea Conconi: «Non si tratta di pesticidi. Ma senza prodotti sistemici assisteremmo all'abbandono dei piccoli viticoltori». L'esempio di chi invece ha imboccato da decenni la strada del bio, Myra Zündel: «C'è tanto lavoro di prevenzione, ma si può avere successo»

LUGANO - «Se ho una vigna di merlot e non voglio più usare prodotti chimici, strappo il merlot e metto altre varietà». Il dibattito avviato dall’iniziativa popolare “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici” tocca da vicino anche la viticoltura e, su laRegione, Renzo Cattori, pioniere del “bio” in Ticino, punta decisamente su altri vitigni più resistenti alla malattia, le cosiddette varietà interspecifiche.

Un consumo di qualità, ma in calo - Con la sua soluzione Cattori la fa un po’ troppo semplice, obietta Andrea Conconi, direttore dell’Interprofessione della vite e del vino ticinese (IVVT). Il suo ragionamento parte dal tipo di vino che il mercato assorbe: «Le ultime statistiche, quelle del 2020 influenzate dalla pandemia, indicano un calo del 6% sul consumo di vino. Perché si tratta pur sempre di una bevanda conviviale penalizzata dalla chiusura dei ristoranti e dalle restrizioni di incontri nel privato. Nel vino si cerca la qualità e non lo stordimento».

«Non sono pesticidi» - Da qui anche, continua Conconi, «la necessità per il viticoltore di trattare la vigna, non perché vuole ma deve, per evitare determinate malattie e garantire la qualità. Non si tratta di pesticidi, come sostengono i favorevoli all’iniziativa, ma sono dei prodotti fitofarmaci o fitosanitari». L’alternanza di caldo e umido, tipica del clima sud-alpino, favorisce il proliferare di malattie come la peronospora e l’oidio: «Grazie alle estati calde si riesce ultimamente ad evitare i trattamenti contro il marciume» sottolinea l'esperto.

Vitigni resistenti, ma la qualità… - «Negli ultimi dieci anni l’utilizzo in agricoltura di prodotti fitosanitari ed erbicidi è sceso del 40-45%. La ricerca sui cosiddetti vitigni resistenti ne ha individuati alcuni molto interessanti tra i bianchi, come il Johanniter o il Solaris, mescolati con il merlot o in purezza. Mentre nei rossi non ci siamo. Se cerco il piacere in un bicchiere di vino, nei vitigni interspecifici rossi non c’è ancora nulla che mi soddisfi. I risultati sono deludenti» dice Conconi. 

Un 2% di vignato biologico - L’Interprofessione non darà indicazioni di voto univoche sull’iniziativa per bandire i fitofarmaci. «Anche se al suo interno la maggioranza è contraria per le difficoltà che ne scaturiranno, la parola viene lasciata ai soci Federviti che sono sul terreno. Al nostro interno ci sono inoltre alcuni soci che producono in maniera biologica o biodinamica. Ma rappresentano il 2% della superficie vitata in Ticino». La posizione personale di Andrea Conconi invece è chiara: «Sono contrario alle due iniziative, ma soprattutto a quella delle acque che eliminerebbe anche i prodotti di contatto come il rame e lo zolfo. Significherebbe uccidere anche la viticoltura biologica».

Piccoli in difficoltà - Preoccupa il settore anche la tempistica per l’abbandono dei prodotti sistemici: «Il testo di legge specifica da subito. Ciò che provocherebbe grandissime difficoltà e anche l’abbandono da parte dei piccoli viticoltori. Ne abbiamo 2700 che lavorano la vigna nei weekend, senza poter utilizzare, in maniera corretta, i prodotti sistemici avrebbero enormi difficoltà di raccolto». I residui di sostanze ancora presenti nelle acque, continua Conconi, «risalgono agli anni ‘70 e ‘80. Stiamo pagando gli errori fatti in quegli anni. Ma oggi si lavora bene». Chi obietta che il merlot contiene maggiori residui di altri rossi? «Tutti i nostri vini, malgrado l’abbassamento dei limiti, sono sempre risultati conformi alla legge. Chiaramente quanto un produttore utilizza le uve di 20-30 viticoltori la varietà dei prodotti usati aumenta. Ci sono però dei merlot a coltivazione tradizionale che contengono uno o al massimo due residui». 

«Da quasi vent'anni vendemmiamo bio. Con successo»
BERIDE (CROGLIO) - «Il merlot senza prodotti di sintesi si può fare. Vendemmiamo tutti gli anni con successo e non siamo neanche più gli unici in Ticino». Coi piedi ben piantati nel vigneto Myra Zündel, 29 anni, ha assorbito dal padre, Christian, l’arte e la passione di lavorare la natura senza prodotti di sintesi. I quattro ettari di vigna, fiore all’occhiello della loro azienda nel Malcantone, lo testimoniano. «Era il 2003 quando mio papà, per filosofia di vita e rispetto verso l’ambiente e le persone, ha imboccato questa strada. Il cambio non è stato facile, perché allora non se ne parlava proprio».

La viticoltura senza “pesticidi”che sacrifici impone? «Ci vuole un po’ di conoscenza in più, tanto lavoro sull’equilibrio stesso delle piante affinché restino sane e riescano a difendersi da sole. Lavoriamo molto su quello». Un obiettivo che si può raggiungere tenendo conto di moltissime componenti: «C’è uno studio immenso alle spalle per capire cosa è la vigna, di quale potatura ha bisogno per stare meglio, di quali piante attorno può trarre beneficio. Molti si soffermano solo sul trattamento che è una componente, senza prodotti di sintesi, dell’agricoltura biologica e biodinamica». Non è chiaramente tutto rose e fiori… «Non tutto è romantico, come sembra. Si è più esposti a ogni possibile problema. Se la pianta non è sana di suo si fa molta fatica . C’è tanto lavoro di prevenzione rinunciando non solo ai trattamenti più aggressivi, ma anche ai concimi sintetici, agli erbici, agli insetticidi. E si vede perché in vigna abbiamo una flora e una fauna che un vigneto convenzionale tende a non avere». Myra ha studiato anche agricoltura convenzionale: «Nelle scuole in Svizzera si parla purtroppo poco di bio. Ho appreso molto direttamente nel vigneto con mio padre». In sintesi, non nel senso dei prodotti, per fare bio cosa occorre: «La voglia e la disponibilità di prendersi dei rischi anche importanti. Soprattutto nella condizione climatica come la nostra».

Foto Diana Bovoloni
Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-09-28 22:22:47 | 91.208.130.89