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GORDOLA
29.01.2021 - 08:150

«Il risanamento del Burio è l'unica soluzione pronta»

In vista del referendum del 7 marzo, PLR e PPD difendono il progetto: «È funzionale e sostenibile finanziariamente».

I due partiti poi attaccano i referendisti accusandoli di divulgare false informazioni: «Non esiste alcun piano B attuabile da subito e una nuova scuola costerebbe di più».

GORDOLA - Continua a tenere banco a Gordola il risanamento della scuola al Burio. E in vista del referendum - previsto il prossimo 7 marzo e lanciato dai gruppi Lega-UDC e Alternativa Gordola - a prendere parola sull'infinito dibattito sono questa volta le Sezioni PPD e PLR, che compatti invitano la popolazione a votare di "Sì". «Quello del riammodernamento della scuola al Burio è un progetto pronto, funzionale, sostenibile dalle finanze pubbliche e che i cittadini aspettano da 12 anni, per non ritornare nuovamente ai piedi della scala».

Anche perché secondo PPD e PLR di alternative immediate non ce ne sono: «Con a disposizione una soluzione pronta a partire ancora quest’anno e che, proprio per evitare disagi ad allievi e docenti, verrà realizzata prevalentemente durante il periodo di chiusura delle scuole, si rimette tutto in discussione nonostante un chiaro tetto ai costi, illudendo i gordolesi che vi sia un piano “B”, quando invece vi sono solo “concetti di massima” senza alcuna unità d’intenti tra gli stessi promotori».

I due partiti poi si dicono «sconcertati» del modo d'agire dei referendisti. In primo luogo secondo PLR e PPD l'alternativa da loro proposta è inattuabile. «Mettere la nuova sede delle scuole nel quartiere Santa Maria è impensabile», sottolineano. «Ci vorranno anni per completarlo. Con quei disagi di cantiere a cielo aperto che gli stessi fautori della votazione adducono quale motivo per non risanare un edificio dall’innegabile valore, oltre che economico pure affettivo». 

PLR e PPD infine giudicano «irrispettoso e ingannevole» verso la popolazione far credere una “nuova scuola” costi meno del risanamento stesso: «Vi è un chiaro tetto (16 milioni, ndr) che progettisti, direzione lavori ed ente pubblico saranno chiamati a rispettare scrupolosamente».

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