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12.11.2020 - 22:360
Aggiornamento : 23:25

«Siamo noi a scegliere di non scendere in strada»

Nessuna manifestazione in Piazza Indipendenza domani sera. Gli "AAA" fanno un passo indietro

L'AIDA risponde al Municipio che pensa di sgomberare l'ex Macello: «Usate il pretesto della giornalista aggredita per vendicarvi contro gli autogestiti».

LUGANO - Non si è parlato di “sgombero”, ma sicuramente di una linea più dura. I municipali di Lugano - come riferiscono alcuni media - questo pomeriggio hanno discusso della possibilità di un intervento di polizia all’ex Macello, anziché (come finora plausibile) concederne l’occupazione finché non inizieranno i lavori di riqualifica del sedime. L’aggressione a una giornalista de la Regione durante la manifestazione di venerdì 30 ottobre in Piazza Molino Nuovo, e l’indignazione che ne è derivata (anche politica), sembra avere sbloccato le cose.

«Venerdì non scenderemo in strada» - Nel frattempo un volantino circolato negli ultimi giorni annunciava un nuovo raduno, in Piazza Indipendenza, previsto per domani sera (senza precisare legami con gli autogestiti o meno). Un incontro che stava creando preoccupazione, sia per quanto accaduto due settimane fa sia per il divieto di assembramenti in atto nello spazio pubblico (massimo cinque persone). Ma poco prima delle 22 è giunta in redazione una presa di posizione firmata da “AAA Alcuni/e antiautoritari/e”. «Ci teniamo a comunicare che l’iniziativa di venerdì 13 non avrà luogo», scrivono. E subito la precisazione: «Al di là della pressione del comune, delle mozioni dei soliti partiti, siamo noi a scegliere di non scendere in strada».

«Riflettete e restate in allerta» - Ma non potendo far sentire la loro voce in piazza, gli “AAA” ci tengono a mettere i puntini sulle i sulle questioni che gli stanno a cuore (in allegato il comunicato). Come la scelta, criticata, di affidare parte dei pazienti Covid-19 in Ticino alla Clinica Luganese Moncucco. «Non è forse strano dare tale potere ad una clinica privata in questo periodo così sensibile a livello sanitario?», chiedono. E ancora: «Con gli amici al parco non ci si può trovare, aggregare per confrontarsi e nemmeno per fare nuove conoscenze. In chiesa però in 30, sul bus quanti ci stanno, in fabbrica quanti servono». Gli AAA invitano la popolazione a «riflettere» e «restare in allerta». «Quello che ci muove è la tenacia nell'immaginare e voler creare forme di collettività e di vita altre da quelle che ci stanno imponendo - concludono -. Continueremo quindi a creare momenti di confronto e a ritrovarci nelle piazze».

Il CSOA: «Noi non ci stiamo» - Ma tornando alla ventata possibilità di sgomberare l'ex Molino da parte del Municipio di Lugano, in tarda serata prende posizione anche l'Associazione idea autogestione (AIDA). «Si vuole approfittare dell’impossibilità di raggruppamento per mettere in atto una strategia che da anni era nei cassetti (e nella testa di alcuni politici)», si legge in un comunicato stampa. Per l'AIDA, la mossa dei municipali sarebbe «una vendetta ai presunti sgarbi degli autogestiti», alimentata dal "pretesto" di quanto accaduto in Piazza Molino Nuovo tredici giorni fa. «Fatti che vanno sì stigmatizzati ma anche ricondotti alla loro dimensione individuale - si legge ancora -. Un caso isolato di lesioni semplici si affronta con una querela di parte – lo stesso vale per certe scritte vaneggianti – e non può essere preso a pretesto per una decisione politica così grave».

Se da una parte di accusano gli autogestiti di "dialogo mancato", dall'altra l'assemblea del Centro sociale autogestito il Molino (CSOA) «ritiene che la disponibilità di Lugano sia solo specchietto per le allodole». L'AIDA pensa che per uscire dall’impasse «si dovrebbe allargare il tavolo della discussione con figure super partes di una certa caratura. Lo sgombero non farà altro che polarizzare il conflitto».

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