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25.09.2020 - 09:330

«Rabbia e indignazione» per la mancata istituzione della commissione d'inchiesta

"Iolotto ogni giorno" contro la scelta del Gran Consiglio: «Un brutto segnale nei confronti di tutte le donne».

BELLINZONA - Il collettivo femminista "Iolotto ogni giorno" esprime «rabbia e indignazione» per la decisione del Gran Consiglio di non istituire una commissione parlamentare d'inchiesta per il caso dell'ex funzionario del DSS condannato per coazione sessuale. 

«Non ci sarà dunque la possibilità di fare chiarezza e di verificare le eventuali omertà o negligenze», lamenta l'organizzazione in un comunicato odierno. L'urgenza d'indagare su cosa sia andato storto all'interno dello Stato, invece, nascerebbe proprio dalle parole del giudice che si è occupato del caso, Marco Villa, che «nella sua sentenza ha affermato: "Siamo tristi perché siamo stati confrontati con una persona che per anni ha sfruttato la sua posizione quale punto di riferimento dei giovani per soddisfare le proprie voglie. Tristi perché la vicenda poteva essere fermata nel 2005, ma le vittime non sono state ascoltate. E questo malgrado abbiano raccontato quanto loro accaduto a un alto funzionario dello Stato, che non molto ha fatto, se non stendere un rapporto e mettere l’imputato in panchina per un po’, senza dar seguito a procedure amministrative. Tristi perché le vittime, dallo Stato, non sono state accompagnate"».

Per il collettivo femminista, «chi sapeva ha tollerato»: «Sebbene tutte e tre le vittime non prescritte abbiano fatto segnalazioni oltre 10 anni fa, nulla è stato fatto - denuncia -. Anzi, alle prime due non è neppure stato proposto sostegno e consulenza dall'aiuto alle vittime, che avrebbero invece potuto facilitare sia l'elaborazione del trauma sia la decisione di denunciare prima, vista la negligenza dei superiori». Per "Iolotto", ogni mese risparmiato avrebbe evitato di far assolvere l'abusatore da parte dei reati solo per sopraggiunta prescrizione».

L'organizzazione rigetta poi l'accusa di «giustizialismo» verso chi sostenga l'istituzione di una commissione, emersa anche nel dibattito parlamentare: «Esigere che sia fatta chiarezza è prima di tutto un doveroso atto di rispetto nei confronti delle vittime». La decisione del Gran Consiglio, invece, costituisce «un brutto segnale nei confronti di tutte le donne»: «Se la classe politica vuole veramente schierarsi al fianco delle vittime e mettere fine all’impunità generalizzata di cui godono gli autori di violenze, è suo dovere far luce su eventuali responsabilità, a vari livelli, dei funzionari dirigenti coinvolti, senza farsi frenare da logiche di vicinanza politica e/o personale nei loro confronti», si legge nel comunicato. Particolarmente grave è «il fatto che, in questo particolare episodio, a essere accusati di eventuali negligenze e omertà siano proprio dei funzionari attivi nell’ambito della protezione dei giovani e delle vittime».

"Iolotto" conclude infine il suo scritto esprimendo il suo «sostegno», la sua «sorellanza» e la sua «ammirazione» per «il coraggio delle ragazze che hanno denunciato, ben consapevoli di quanto sarebbe stato difficile e doloroso spezzare il silenzio e il muro di omertà che per troppo tempo ha coperto, e continua a coprire, l’agire dell’ex-funzionario»: «Sorelle, noi vi crediamo, siamo al vostro fianco e continueremo a lottare per voi e con voi!», scandisce il collettivo.

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