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Roberta Cattaneo, direttrice regionale FFS Regione Sud
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SANTA MARIA (GRIGIONI)
21.09.2020 - 21:000

«Quando il treno è affollato, cedo il posto e mi siedo per terra»

Nella “sua” Calanca la chiamano tutti “Robi” ma lei è la donna forte delle ferrovie svizzere.

Dal 2018 dirige duemila impiegati delle FFS in Ticino.

SANTA MARIA (GRIGIONI) - Roberta Cattaneo è una manager cordiale, spiritosa e molto determinata, pronta a raggiungere traguardi storici come la galleria di base del Monte Ceneri che ha rivoluzionato i collegamenti regionali e nazionali.

Direttrice, cosa voleva fare da grande?
«Ero affascinata dall'archeologia, mentre i miei genitori puntavano sulla giurisprudenza. Ma poi ho iniziato in ferrovia».

Oggi è una donna di successo. Anche lei si considera tale?
«Mi ritengo piuttosto una donna di lavoro che fa capo ad una squadra. Naturalmente siamo tutti contenti quando vinciamo, anche se siamo sempre pronti a far fronte alle situazioni complicate. Alla fine, è lo spirito positivo con cui si affronta il lavoro che fa sempre la differenza».

Non le pesa dirigere così tanti uomini?
«Non penso di essere diversa da loro, sono le nostre azioni che contano e che ci accomunano. Per me è importante il cervello e le sue capacità: la componente emotiva deve essere messa da parte e deve rimanere la capacità a concentrarsi sull'azione per trovare una soluzione che soddisfi le parti in causa».

Nel suo incarico per la Confederazione ha lavorato con Doris Leuthard. Cosa le ha carpito?
«Il suo senso dell'ironia. Doris è molto intelligente e autoironica, riesce a reggere la pressione come pochi e ha la capacità di risolvere casi molto complicati. Cerco di trasmettere al mio team questo spirito e ridiamo di gusto. Più ridi, più crei energia sana. Riesco a ridere anche dopo una discussione accesa!».

Oltre a quelli con i consiglieri federali, oggi tiene i rapporti con i consiglieri di Stato ticinesi. Si trova a suo agio?
«Certo. Sono in costante contatto con Christian Vitta e Claudio Zali, i cui dipartimenti si occupano dei dossier ferroviari. Ho degli ottimi rapporti anche con le grandi città, sempre cooperative. Mi piace collaborare con le autorità».

Lei ha sempre difeso l'identità del nostro cantone.
«Da ticinese, cresciuta a Biasca, ho cercato di tradurre le necessità regionali in opportunità anche a livello nazionale, senza lasciarsi condizionare da eventuali difficoltà. Una minoranza come la nostra deve puntare sul cambiamento e sull'investimento per difendere le proprie origini, le proprie tradizioni e le proprie qualità».

Viaggia spesso in treno?
«Sì, ma vado anche in macchina o prendo l'aereo, mentre evito la nave: mi assilla».

Quando le carrozze sono sovraffollate come si sente?
«Cedo il posto e mi siedo per terra o sugli scalini. Mi viene spontaneo, del resto stiamo lavorando per migliorare al più presto la situazione».

Cosa le sta più a cuore?
«La mia famiglia e in particolare mia mamma Franca, che ha appena compito 76 anni e con la quale ho un ottimo rapporto. Non ho figli e sono una zia felice. Mia sorella Simona, cognata del Vescovo Lazzeri, ha tre figli splendidi: Giona, Zeno e Tito. Loro sono la mia grande gioia».

Ha qualche hobby?
«Gioco a golf. Mi aiuta a rigenerarmi, tre ore e mezza sul campo mi rilassano e ritrovo una sensazione di libertà e di pace, senza dover pensare ad altro».

 

Il trenino che ha lanciato la carriera di Roberta
All'età di 3 anni dirigeva già il traffico sui binari con il suo telefono rosso, grazie al regalo tanto caro che le aveva fatto suo papà Angelo, apprezzato ferroviere. Oggi, Roberta Cattaneo è il punto di riferimento delle FFS in Ticino. «Ho sempre avuto i treni nel sangue – sorride – e sono orgogliosa di fare questo mestiere». La sua parentesi nella comunicazione, in cui ha lavorato per la Confederazione e per la RSI, non l'ha allontanata dal primo amore e dal 2018 ricopre la carica di direttrice regionale FFS per la Regione Sud ed è membro del CdA di Tilo SA. «Abito in Val Calanca, dove riesco a staccare la spina, soprattutto nei weekend, anche se la mia agenda è spesso fitta anche il sabato. La pace di Santa Maria è unica». Il centinaio di abitanti del paesino dove Roberta vive da 22 anni sono cordiali e la salutano orgogliosi quando la incontrano durante le sue passeggiate. «A casa mi piace cucinare, mi ritengo brava con brasati e arrosti, preparo anche i risotti. È una passione che mi rilassa».

 

 

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