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01.09.2020 - 17:460

«Noi per il rispetto delle regole, ma non si strumentalizzi»

Sindacalista preso a sassate, gli impresari della SSIC TI: «L'accesso all'area di cantiere è permesso se autorizzati»

La Società degli impresari «non ha ritenuto di doversi esprimere perché i fatti dovranno essere accertati dall'inchiesta». Ma anche perché «è evidente che la linea dell'associazione è da sempre improntata su comportamenti civili»

MAGGIA - A spiegare il silenzio sinora tenuto sulla vicenda del sindacalista di Unia preso a sassate dal titolare di un’impresa è la stessa Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino. Sollecitato da più parti, l’Ufficio presidenziale degli impresari, in un comunicato stampa, spiega che «non ha ritenuto di doversi esprimere in primo luogo perché i fatti dovranno essere accertati dall’inchiesta in corso e, secondariamente perché è evidente che la linea dell’associazione da sempre è improntata su comportamenti civili e sul rispetto delle regole». 

Sassi e sassolini - Ma qualche sassolino la SSIC TI non manca di toglierselo: «La strumentalizzazione politica e mediatica purtroppo non giova ad affrontare le problematiche». Gli impresari sottolineano anche come «un mercato del lavoro corretto richieda innanzitutto degli organi di controllo indipendenti, appunto le Commissioni paritetiche cantonali (i cui dirigenti sono peraltro, in ragione del 50%, rappresentanti dei sindacati). Con il segretariato e gli ispettori della CPC è infatti possibile garantire un’equità di trattamento e la necessaria oggettività, nell’interesse di entrambe le parti».

Il rispetto delle regole - Premesso che, continua la nota stampa, «il ricorso alla violenza (verbale e fisica) non è mai una soluzione, va sottolineato che non esiste la categorizzazione tra buoni o cattivi a prescindere, ma piuttosto tra chi rispetta le regole e chi non le rispetta: questo vale tanto per i datori di lavoro, quanto per i lavoratori o i sindacalisti».

Area privata - La SSIC TI non manca infine di costruire uno steccato attorno all’area di cantiere che «è, a tutti gli effetti, area privata dell’impresa e che pertanto l’accesso è permesso previa autorizzazione da parte del capo cantiere o del responsabile dell’azienda. Ai sindacati, senza il consenso del datore di lavoro, non è inoltre permesso interrompere l’attività delle maestranze per colloquiare con i lavoratori. In un periodo delicato e teso come l’attuale, occorre dunque comportarsi in modo da assolutamente evitare di esasperare gli animi».  Infine la Società degli impresari sottolinea di «assumere da sempre una posizione chiarissima schierandosi con fermezza dalla parte del rispetto delle regole e dell’etica».

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