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CANTONE
07.09.2020 - 06:300
Aggiornamento : 08:31

Quando i trattamenti giusti limitano il “boom” di zanzare

C'è chi non ne può più e chi invece sostiene di essere stato punto meno del previsto.

La realtà è che la popolazione sembra più sensibile nell'evitare acqua stagnante in giardino e a utilizzare i trattamenti adatti

LUGANO - Qualcuno quest'estate deve aver pensato che le zanzare fossero in lockdown fino a fine luglio. A inizio agosto c'è stato "il boom" ed è ricominciata la trafila di Anti-Brumm e Pic. «In realtà è sempre così - spiega Eleonora Flacio, del Laboratorio microbiologia applicata (lma) della SUPSI -. Tutti gli anni l'esplosione è in agosto e settembre».

Se da una parte c'è chi sostiene che in generale svolazzino meno zanzare tigre quest'anno, per altri, invece, la percezione è quella di una recrudescenza di questi terribili insetti. Ci scrive un lettore: «Non ho mai visto così tante zanzare come negli ultimi due anni. Vivo in centro a Lugano e in queste settimane non posso più stare sul balcone. Ieri sera, ad esempio, abbiamo provato a cenare fuori e siamo stati letteralmente divorati».

In realtà «è vero che nell'estate ticinese 2020 ci sono meno zanzare del solito», aggiunge la ricercatrice. I motivi non sono ancora chiari. «I fattori possono essere molti, forse anche legati al clima d'inizio stagione». Quel che è certo, è che quest'anno la lotta all'Aedes albopictus (zanzara tigre) è stata presa molto più sul serio, sia dai Comuni sia dai cittadini. «I Municipi ogni anno si impegnano nelle strategie di contenimento e monitoraggio - continua Flacio -. Controllano il territorio, effettuano i trattamenti, informano e sensibilizzano la gente». E proprio questo potrebbe essere uno dei fattori determinati. «C'è stata un'altissima richiesta del prodotto per il trattamento di acque stagnanti su suolo privato. La presa di coscienza da parte della popolazione è stata alta».

La diffusione della zanzara tigre è infatti esponenziale. In maggio l'insetto esce dall'inverno. «E ogni zanzara produce una trentina di figli. I trattamenti eseguiti tempestivamente e nel modo corretto consentono d'interrompere la crescita esponenziale», spiega ancora la ricercatrice.

Nel frattempo una buona notizia arriva da uno studio pubblicato proprio negli scorsi giorni, realizzato dalla SUPSI in collaborazione con i ricercatori dell'Università di Zurigo. L'obiettivo era l'analisi del viroma (la totalità dei genomi virali, ndr.) nelle zanzare tigre ticinesi. Il risultato? «Non è stato trovato alcun virus patogeno per l'uomo», rassicura la dottoressa Valeria Guidi. L'analisi è stata condotta su oltre 500 zanzare. «In cui sono stati riscontrati virus specifici per gli insetti, ma non rilevanti a livello sanitario». È dal 2010 che i ricercatori del Laboratorio microbiologia applicata effettuano una sorveglianza mirata finanziata da Cantone e Confederazione. «Nei Paesi vicini sono stati osservati casi di trasmissione autoctona di dengue, Zika e chikungunya - conclude la dottoressa -. In Ticino c'è il vettore, la zanzara. Da qui la necessità di monitorare la presenza di virus. Ma fortunatamente i virus pericolosi citati, finora non sono mai stati trovati».

Commenti
 
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Frankeat 1 anno fa su tio
Nel mio giardino le zanzare tigre sono calate parecchio rispetto agli ultimi anni. In compenso quest'anno deve essere la prima estate che vengo punto in vita mia (3-4 volte in tutta l'estate), ma per fortuna la puntura svanise in meno di mezz'ora.
Mag 1 anno fa su tio
Decisamente molte meno zanzare tigre.
Um999 1 anno fa su tio
Sinceramente c’erano solo zanzare tigre
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