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La polizia ispeziona la poltrona trovata all'ingresso del palazzo (foto 2 febbraio 2019).
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SEMENTINA
28.07.2020 - 08:370
Aggiornamento : 10:43

Legato e rapinato, ora deve mille franchi al Cantone

Vittima di malviventi, un 57enne ha fatto ricorso al sostegno psicologico cantonale. Ma qualcosa è andato storto

Pasticcio burocratico-assistenziale, dopo una rapina in un condominio a Sementina. «Servizio disastroso, ora mi tocca pagare?». Il Dss replica: «L'aiuto alle vittime è gratuito, ma a certe condizioni»

SEMENTINA - Questa storia ha inizio con un uomo legato a una sedia, che saltella in cerca d'aiuto in un condominio di Sementina. Striscia sul pianerottolo, chissà come riesce a chiamare l'ascensore, poi i soccorsi.

Il racconto della portinaia - «È stata una scena surreale». La portinaia T.C. ricorda ancora quando aprì la porta. Erano le 23.30. «Sento suonare il campanello, mi trovo davanti quest'uomo avvinghiato a una poltrona». Riconosce che è l'inquilino del terzo piano. Non lo slega nemmeno, e chiama la polizia. 

Sequestrato in casa - I fatti risalgono al 2 febbraio 2019. Uno stringato comunicato della Procura  ricostruiva l'accaduto: rapina in appartamento, il proprietario minacciato e legato da due malintenzionati, che poi spariscono nella notte. «Il padrone di casa in qualche modo è riuscito a liberarsi e a dare l'allarme».

«Esperienza traumatica» - La fine di un incubo, un sospiro di sollievo. Eppure per il protagonista della disavventura, un 57enne della regione, i guai non sono finiti. Per affrontare lo choc si rivolge al sostegno psicologico cantonale. «È stata un'esperienza traumatica» ha raccontato l'uomo a tio.ch/20minuti. «Avevo bisogno di aiuto».  

Un conto da 1000 franchi - Ma anche il percorso psicologico non è un'esperienza positiva, per il 57enne. «Mi hanno cambiato medico quattro volte in poche sedute, sono rimasto molto deluso». Questa primavera la sorpresa più amara: una fattura di mille franchi dal Cantone. Che l'uomo ora si rifiuta di pagare. Ha fatto avere le sue rimostranze al servizio psico-sociale. 

Il Dss: condizioni precise - «Le persone la cui integrità psico-fisica è stata lesa hanno diritto a un primo sostegno fino a dieci sedute» spiegano dal Servizio per l'aiuto alle vittime di reati. Quest'ultimo «offre un affiancamento immediato e gratuito» ma soltanto a certe condizioni. In particolare, «il reato deve essere di una certa entità e deve esserci un nesso causale diretto». Diversamente, le tariffe arrivano fino a 150 franchi l'ora.

«Disorganizzazione» - Una spiegazione che lascia poco soddisfatto il diretto interessato. «È stata la polizia a sollecitarmi a contattare il servizio, dicendo che ne avevo diritto» protesta. «Mi sono rivolto prima all'aiuto sociale, che mi ha indirizzato all'organizzazione socio-psichiatrica cantonale. Qui la mia pratica è passata di mano a diversi medici. La mia impressione è che ci sia un problema di disorganizzazione. Se avessi saputo a cosa andavo incontro, mi sarei rivolto a dei professionisti privati».

L'indagine è ferma - La fattura per ora è "congelata" in attesa di chiarimenti. Intanto anche l'inchiesta di polizia è rimasta in sospeso. Gli accertamenti non hanno finora permesso di risalire ai malviventi, spiegano dalla Procura.  

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