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10.04.2020 - 14:200
Aggiornamento : 16:03

«Senza prevenzione i diabetici più esposti al Covid»

La direttrice di Diabete Ticino, Alessia Vanoni, spiega come l’associazione ha reagito per tempo

Davanti al focolaio asiatico è stato allestito un piano e oggi si garantisce la consegna in sicurezza del materiale ai pazienti. 

SEMENTINA - Sono ventimila in Ticino le persone che si stima soffrano di diabete. Fanno parte, assieme agli anziani, della popolazione più esposta al coronavirus. E spesso le due caratteristiche - età e glicemia alta - si sommano. 

I segnali colti in anticipo - Ecco perché è stato decisivo reagire subito, come spiega Alessia Vanoni Bertola, direttrice di Diabete Ticino: «Già a gennaio, quando cresceva l’allarme in Cina - spiega - abbiamo iniziato a pensare a un piano di gestione dei consultori e di informazione ai soci pazienti. I miei 31 anni in ambito sanitario e farmaceutico mi hanno fatto maturare una certa sensibilità».

Rischi su rischi - L’associazione lavora per migliorare la qualità di vita delle persone diabetiche supportandole in tutte le problematiche quotidiane. Il Covid-19 s’è aggiunto, come fattore di rischio, a una malattia, il diabete, che coi suoi valori elevati di glicemia, abbinati a colesterolo e pressione arteriosa posso concorrere, ad esempio, a provocare un infarto cardiaco. Su questi aspetti aveva puntato la campagna di prevenzione 2019 di Diabete Ticino.

Più esposti al Covid, ma... - «Anche tra i nostri soci abbiamo persone che hanno contratto il Covid-19. Il diabetico non conosce mezze misure o è molto diligente oppure va all’estremo con obesità e scarso movimento. Ma i più sono prudenti. Anche perché la malattia, con l’alto valore di zucchero che circola nel sangue, compromette svariati organi. Diventa una bomba quando si somma ad un’infiammazione polmonare». La prevenzione resta decisiva: «Ci sono diabetici, che si alimentano e si curano al meglio, per cui stanno bene e hanno sotto controllo quei fattori che ti rendono più a rischio davanti a un virus. E qui che possiamo giocare un ruolo fondamentale».

Fornitura garantita - «Il nostro lavoro oggi - continua Alessia Vanoni - è cambiato grossomodo del 70%. Si è ridotto con la chiusura immediata dei due nostri consultori in centro città e presso l’ospedale Malcantonese, ma anche con la sospensione dell’attività nei centri diurni e di quella condotta con una trentina di collaboratori esterni. Ma soprattutto ci siamo reinventati» spiega la direttrice. Un aspetto fondamentale: «Oggi riusciamo a garantire ai pazienti diabetici la fornitura del materiale sanitario, incontaminato e sempre reperibile». 

L’attività continua - «In nostro primo obiettivo è di rimanere a fianco dei diabetici in questo difficile momento. In Ticino, come associazione no profit fondata nel 1976, siamo di appoggio e complementari alle terapie medicamentose dei medici» spiega Alessia Vanoni. Tra il personale, due sono rimasti operativi in sede per la consegna o l’invio del materiale, gli altri sei operano in telelavoro.  

Dai corsi ai webinar - Reinventarsi ha significato soprattutto trasformare i corsi, in un’informazione a distanza. Sono nati così i Webinar, una proposta a distanza offerta ai soci sulla piattaforma Zoom. Nella seconda metà di aprile ce ne sarà uno sulla “Telemedicina” e a maggio un altro sull’alimentazione. Anche se il periodo è amaro, lo zucchero va tenuto d’occhio.

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