Fotomontaggio Tio/ 20Minuti
Thomas Carta e, accanto, la "candela della speranza".
CANTONE
25.03.2020 - 08:020
Aggiornamento : 10:32

Covid-19: è sempre più boom di bufale che viaggiano da una chat all’altra

L’ultima follia riguarda la "candela della speranza" che molta gente ha pubblicato su WhatsApp

Thomas Carta, specialista in comunicazione di massa: «In questo periodo è facile destabilizzare la gente. Ecco i miei consigli».

LUGANO - Presunti truffatori che si aggirerebbero per il Locarnese, cercando di intrufolarsi nelle abitazioni con il pretesto di “controlli sanitari”. Testi complottistici che ci suggeriscono come il Covid-19 serva per mascherare l’arrivo di una terza guerra mondiale. E poi, ancora, l’invito a non pubblicare assolutamente la "candela della speranza" come profilo WhatsApp perché sarebbe un trucco per rubarci i dati del telefonino. Ne avevamo già parlato qualche giorno fa con Paolo Attivissimo, esperto di informatica: ai tempi del nuovo coronavirus, proliferano in maniera esponenziale le bufale. E il fenomeno non conosce freni.

Thomas Carta, specialista in comunicazione di massa, che cosa sta succedendo?
«La gente è obbligata a stare in casa. Ed è almeno raddoppiato il tempo che passa con lo smartphone in mano. C’è chi lo usa per informarsi, chi per restare in contatto con parenti e amici, chi per attività ludiche. E chi per dare libero sfogo alla propria credulità, spargendo, in modo spesso inconsapevole, fake news a gogo».

La gente però ci casca di continuo, va in panico…
«Razionalmente basterebbe poco per capire che si tratta di bufale. Di fake news. Il problema è che in questo periodo siamo già parecchio sollecitati da notizie negative. È sufficiente un soffio per destabilizzare soprattutto le persone più sensibili». 

Caso emblematico: la "candela della speranza". Prima arriva l’appello a pubblicarla come stato di WhatsApp, come messaggio di solidarietà nella lotta al coronavirus…
«E poi, ore dopo, ecco il messaggio che dovrebbe spaventare tutti: “Non usate l’immagine della candela, contiene un virus che vi ruberà i dati del cellulare”». 

Una bufala lampante.
«Non c’è nulla da temere. Chi ha pubblicato la fatidica candela può stare assolutamente tranquillo. Una foto non può rubare i dati del nostro telefonino. Diverso sarebbe magari stato se si fosse trattato di un link ambiguo. Ma di solito i cellulari moderni sono all’avanguardia nel filtrarli subito». 

Perché tanta frustrazione in giro, a tal punto da inventarsi fandonie simili?
«È un po’ lo specchio della società e del periodo folle che stiamo attraversando. Va anche detto che, spesso, queste cose nascono come semplici burle. Poi, viaggiando di chat in chat, prendono una forma quasi devastante. Oggi siamo superdotati a livello tecnologico ma, purtroppo, ci manca la consapevolezza sull’uso e sull’abuso di tali strumenti».

Un consiglio per chi, un po’ perplesso, riceverà la prossima bufala?
«Cancellarla senza indugio. Senza scervellarsi ma, in primis, senza rilanciarla a tutti i propri contatti all’insegna del “non si sa mai”. Nella consapevolezza che se sui media ufficiali e credibili non si trova alcun accenno a questa presunta notizia, con ogni probabilità sarà falsa».

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-11-29 04:16:43 | 91.208.130.87