Lettore Tio/20minuti
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GEORGIA / CANTONE
06.03.2020 - 20:000

31enne di San Vittore bloccato in aeroporto perché ha origini italiane

Doveva trascorrere un tranquillo weekend con la compagna georgiana nella patria della ragazza. Ma è vittima della fobia.

Lui è Simone Mangialardo, ha 31 anni ed è attivo in Ticino come assicuratore. La sua esperienza choc a causa del coronavirus.

KUTAISI - La fobia per il nuovo coronavirus sta raggiungendo livelli impensabili. Soprattutto nei confronti degli italiani. Sentite cosa sta accadendo a Simone Mangialardo, 31 anni, residente a San Vittore (Grigioni), attivo come assicuratore in Ticino. Simone è di origine italiana, ma vive in Svizzera da circa 10 anni. «Mi trovo bloccato nei pressi dell’aeroporto di Kutaisi, in Georgia – racconta al telefono a Tio/20minuti –. Avevo deciso di trascorrere un weekend con la mia ragazza georgiana nella sua terra d’origine. Con noi ci sono altre persone italiane. Appena arrivati all’aeroporto hanno iniziato a trattarci come animali, come appestati».

La febbre da misurare – Praticamente sotto sequestro. Accampati, ormai da ore, in una tenda nei pressi dell’aeroporto. Scortati dalla polizia per andare in bagno. «Siamo senza cibo e senza acqua. Ci hanno fermati perché alcuni di noi hanno il passaporto italiano. Non hanno neanche valutato il fatto che io viva in Svizzera. Lo trovo vergognoso. Siamo partiti venerdì mattina alle 8.30 da Malpensa. Quando siamo arrivati hanno cominciato a misurarci la febbre. E nessuno di noi aveva alcun sintomo».

Blocco dei voli verso l’Italia – Nonostante questo, Simone e i suoi compagni di disavventura non possono proseguire il loro soggiorno in Georgia. «Mentre eravamo in volo, è stato deciso che la Georgia avrebbe bloccato tutti i voli verso l’Italia. Ora stanno valutando di spostarci in Lettonia. In quel modo sarà possibile, per noi, ritornare a casa».

Operatori senza misure di sicurezza – Ci sono altre persone italiane bloccate anche a Tbilisi. «Questo è abuso di potere – riprende il 31enne –. Da ore ci dicono che ci faranno mangiare qualcosa. E noi siamo qui in mezzo al vento in una situazione surreale. La cosa ridicola è che chi ci sta sorvegliando non ha alcuna mascherina, non ha alcuno strumento di prevenzione per il virus. Siamo in questa condizione solo perché italiani. Pazzesco. Ho filmato e fotografato tutto. La gente deve sapere come siamo stati trattati».

Lettore Tio/20minuti
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