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CANTONE
27.12.2019 - 06:010
Aggiornamento : 10:11

Un esercito di case all'asta

Il 2019 è stato l'anno delle aste giudiziarie. Ma gli "affaroni" si contano «sulle dita di una mano» spiegano dall'Uef

BELLINZONA - Manca meno di una settimana alla fine dell'anno. L'ultima gara ha avuto luogo lunedì a Mendrisio. E il 2019 si è aggiudicato un record non proprio invidiabile: è stato l'anno del “martello”. Quello in cui in Ticino sono stati battuti più immobili all'asta, rispetto al passato recente. 

Il fenomeno è complesso. E «sostanzialmente stabile» nel lungo periodo, spiegano dall'Ufficio esecuzione. Ma in cinque anni il numero delle aste giudiziarie è triplicato, a giudicare dai dati dell'Ue. Quest'anno ne sono state eseguite 130. Erano 42 nel 2015. Nei primi quattro mesi dell'anno prossimo ne sono già previste altre 33.

L'onda lunga della crisi? Il segno che i ticinesi fanno più fatica a pagare i mutui? In realtà, i numeri «sono ancora relativamente contenuti rispetto a prima della crisi finanziaria del 2009, quando i tassi ipotecari erano più alti» spiega il responsabile del settore esecutivo cantonale Fernando Piccirilli. «Il mercato delle aste immobiliari è sostanzialmente allineato con il mercato libero. Non notiamo grandi discostamenti». 

Che il mercato sia in salute, sembra confermarlo anche l'affollamento di acquirenti interessati. «Le gare deserte sono rare» spiega Piccirilli. «Negli ultimi anni il numero dei partecipanti è aumentato, anche perché le aste sono più pubblicizzate». Sul sito del Cantone (www.ti.ch) una sezione dedicata è attiva dal 2010. «A partecipare non sono più solo gli immobiliaristi, ma persone qualunque, giovani coppie. La platea è molto variegata».

Chi va in cerca "dell'affarone", però, rischia di rimanere deluso. I prezzi stracciati sono un mito da sfatare, avverte il responsabile dell'Ue. «Possono capitare, ma sono molto rari». Di regola, le quotazioni vanno al rialzo «fino al prezzo di mercato». Piccirilli è franco. «Le vere occasioni? Le conto sulle dita di una mano. E mi occupo di aste da 26 anni».

Commenti
 
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Sandra Moser 8 mesi fa su fb
Spesso si tratta di un modo (illegale) delle istituzioni, per non pagare gli oneri sociali a persone svizzere/residenti con un piccolo/grande patrimonio su cui mettere le mani, e riempire le casse del comune, cantone, e spesso anche dei pseudo curatori (uomini e donne), ARP e impiegati pubblici. Complimenti...!!! Nello stesso tempo, si falsificano i dati degli invalidi e della povertà in Ticino. A casa mia si chiama criminalità organizzata. Siamo pieni di ladri, servi e omertosi.
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