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LUGANO
23.10.2019 - 17:500
Aggiornamento : 18:34

Studente espulso: i compagni protestano fuori dal carcere

Il rimpatrio forzato di un 19enne - da ieri alla Stampa - ha innescato una manifestazione di solidarietà da parte degli allievi della Csia

LUGANO - «Fateci parlare con Mark». «Aprite il cancello». Un nuovo caso di rimpatrio forzato fa discutere, in Ticino. Oggi un gruppo di studenti del Luganese si è radunato fuori dal carcere della Stampa, per protestare contro il "prelevamento" di un compagno di classe richiedente asilo. 

Mark - il giovane si chiama così - è arrivato in Svizzera quattro anni fa. Da allora frequenta la Csia, il centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano. Ha «buoni risultati» ma ieri non si è recato a scuola. La polizia lo ha posto in fermo amministrativo, per rimpatriarlo assieme ai genitori nel paese d'origine. 

Il fermo è stato reso noto oggi dalla legale del ragazzo, Immacolata Iglio Rezzonico, in un comunicato. L'avvocato punta il dito contro l'Ufficio cantonale della migrazione e la Sem, che ha respinto la domanda d'asilo del 19enne «incurante del pericolo che corre in caso di un suo ritorno in patria». Il giovane, scrive l'avvocato, sarebbe stato «improvvisamente staccato dai suoi affetti, dalla scuola, dalla sua quotidianità, posto in un carcere con il terrore del rientro».

Domani mattina è previsto l'accompagnamento del giovane all'aeroporto di Zurigo. Ma l'avvocato ha inoltrato un ricorso alla Commissione dei diritti dell’infanzia, chiedendo in via cautelare la sospensione del volo. 

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