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CANTONE
13.09.2019 - 09:240

Un PUC per imbrigliare le puzze e togliere la Caiscio dal limbo

Il Dipartimento del territorio mette in consultazione il Piano di utilizzazione cantonale che farà da base alla trasformazione dell’azienda in impianto di compostaggio di importanza sovracomunale

TAVERNE - «Siamo in un limbo» dichiarava un anno fa il titolare della ditta Caiscio ubicata sulla vecchia piazza di compostaggio di Taverne. Quattromila metri quadri di sedime autorizzati a catasto per accogliere scarti vegetali e una parte non autorizzata sul territorio di Ponte Capriasca. Un limbo che il Dipartimento del territorio si appresta ora a dipanare, con l’avvio della procedura di consultazione per la realizzazione di un “impianto di compostaggio d’importanza sovracomunale”. Il relativo Piano di utilizzazione cantonale (il cosiddetto Puc), accompagnato da un Rapporto dell’impatto sull’ambiente sarà consultabile presso le rispettive Cancellerie comunali dal 19 settembre al 21 ottobre (ma anche sul sito del Cantone, www.ti.ch/dstm-consultazioni).

Con questo progetto il DT intende porre «le basi per l’attuazione della strategia cantonale in materia di gestione, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti organici definita nel Piano di gestione dei rifiuti, che preconizza la realizzazione di impianti di compostaggio d’importanza sovracomunale, tra cui quello del Luganese». L’ubicazione individuata si situa, appunto, sul territorio dei Comuni di Torricella-Taverne e Ponte Capriasca, in località Caiscio, dove è già attiva da oltre 20 anni l’attività di compostaggio. «Il consolidamento del centro esistente - scrive il DT - permetterà l’adeguamento delle infrastrutture anche in riguardo all’attività che allo stato attuale determina occasionalmente dei disagi per i vicini residenti». L’allusione è alle puzze sgradevoli avvertite, in particolari situazioni, da chi abita nelle vicinanze. «I Comuni del Luganese disporranno così di un impianto adeguato allo smaltimento e alla valorizzazione degli scarti vegetali nel rispetto di tutte le disposizioni ambientali, anche in ambito di immissioni di odori molesti» conclude il DT.

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