Lugano: riflessi di luce
L'esposizione, inaugurata oggi, resterà a Lugano fino a settembre
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17.04.2019 - 12:400
Aggiornamento : 17:15

Dai social alle «beghe di paese», i riflessi di Xhixha illuminano Lugano

La mostra dell’artista albanese è stata inaugurata oggi a Villa Ciani. Borradori: «Una settimana fantastica per la cultura in città»; e smorza le polemiche sulla "croce"

LUGANO - Se siete passati da Lugano di recente, quasi sicuramente le avete già viste. È da un mesetto ormai che con la loro “luce” catturano l’occhio dei passanti, rimbalzando poi da un social network all’altro, tra semplici “selfie” ricordo e scatti geniali. Uno su tutti quello virale dei “Drifting Icebergs”, immortalati in primo piano nelle acque di fronte al Parco Ciani con la complicità di un Toblerone in “abiti” luganesi.

A braccetto tra la rete e qualche polemica - sulla quale la politica cittadina si è già lanciata a testa bassa negli scorsi giorni - la città ha inaugurato oggi la mostra “Lugano: riflessi di luce” dell’artista albanese Helidon Xhixha, che dopo aver già illuminato con le sue opere in acciaio la Biennale di Venezia e i Giardini di Boboli a Firenze, ha ora conquistato le sponde del Ceresio (dove rimarrà fino al prossimo 22 settembre).

L’esposizione a cielo aperto - la prima negli ultimi tre lustri, ricordando i precedenti quali Pomodoro e Botero - si incastra nel tessuto urbano, «animando in modo intelligente» la città, ha sottolineato oggi a Villa Ciani il sindaco Marco Borradori, che ha voluto ribadire l’importanza del fattore inclusività, aprendo al superamento dei «vecchi steccati» tra cosiddetta cultura di serie A e B. In modo particolare in questa «settimana fantastica» per la cultura a Lugano.

L’arte di Xhixha, e lo spalancamento della sua «quarta dimensione», punta a «stimolare il dialogo tra chi osserva» l’opera e l’opera stessa. È «un plasmare la luce attraverso la materia» ha spiegato l’artista di Durazzo, parlando del suo «amore a prima vista» nei confronti dell’acciaio. Un materiale che ha trovato nel palcoscenico luganese uno sfondo ideale: «È una città vicina ai miei riflessi, che rifugge la staticità».

Polemiche? «Beghe di paese» - Inevitabile però rivolgere un pensiero anche alle polemiche degli ultimi giorni sulla “croce”. Qualcosa di simile era accaduto anche a Firenze, con l’installazione dietro a Palazzo vecchio, come ricordato da Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Borradori però ha voluto subito smorzare. «Siamo una città che vuole crescere» e «abbiamo trovato la nostra velocità di crociera». Imperativo quindi non «guastare tutto», con quelle che anche Roberto Badaracco, capo dicastero alla Cultura, ha definito semplici «beghe di paese».

Polemiche che anche lo stesso artista ha voluto rapidamente lasciarsi alle spalle. «Mi spiace, pensavo che i tempi del comunismo fossero alle spalle», ha commentato con una punta di sarcasmo. Non tutto il “male” viene per nuocere. Il coordinatore della mostra Riccardo Braglia, scherzosamente, ha infatti rivolto un ringraziamento alla direzione del Lac e del Masi per la «copertura mediatica», auspicando il medesimo successo anche per le future iniziative.

Lugano: riflessi di luce
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1 mese fa «Spostiamo anche la chiesa degli Angioli?»
1 mese fa «I simboli cristiani sono ancora i benvenuti in città?»
2 mesi fa Dopo il globo anche una montagna
2 mesi fa Toh, in città sono spuntate delle sculture!
2 mesi fa Lugano diventa un museo a cielo aperto con le sculture di Helidon Xhixha
Commenti
 
sedelin 1 mese fa su tio
bella domanda! l'impoverimento culturale abbraccia, hélas, tutti gli ambiti. io continuo a sostenere che la TVSPAZZATURA e i videogiochi, la mancanza di letteratura nella scuola e l'impoverimento linguistico ne sono le cause.
sedelin 1 mese fa su tio
@sedelin @ SAMARCANDA! TIO, tutti si lamentano da tempo perché le risposte finiscono altrove: a quando una soluzione?
samarcanda 1 mese fa su tio
Simboli cristiani? Ne possiamo mettere a profusione: installazione di fascine a ricordare i roghi dell'Inquisizione, la ruota per torturare e ancora più croci che hanno terrorizzato l'umanità per 2000 anni.
samarcanda 1 mese fa su tio
Lo scultore ha scopiazzato molto malamente Giò Pomodoro, artista di ben altro livello. Ma che roba è? Chi è il responsabile di questa sottocultura?
samarcanda 1 mese fa su tio
Ragazzi, che kicciate queste sculture! Ma chi le ha scelte?
marco17 1 mese fa su tio
Un plauso al Municipio che non si lascia trascinare in beghe idiote sull'intoccabilità di una discutibile opera d'arte a forma di croce.
miba 1 mese fa su tio
Macché arte ed artista albanese!! Questa non è nient'altro che una rievocazione del film "Terminator" :):):)
GI 1 mese fa su tio
Ben vengano questo genere di "manifestazioni" che portano vita in città, polemiche a parte !
Fafner 1 mese fa su tio
Ormai nell'esercizio della polemica non abbiamo più nulla da invidiare ai nostri vicini. Non c'è iniziativa contro la quale non si sollevi qualche starnazzamento. E le fontane no, e le sculture no, e il lungolago chiuso la sera nei giorni feriali no, e i mercatini lì no, là neppure, e questo non va bene, e quello non va bene.
Fafner 1 mese fa su tio
@Fafner Haitink che dirige al LAC va bene? O anche lì si vuole montare una polemica sul perchè il concerto al LAC il giorno di Pasqua non lo facciamo dirigere a un ticinese?
SSG 1 mese fa su tio
@Fafner hai perfettamente ragione! Ma ormai è risaputo che il ticinese è un piccolo Calimero. Se poi chiedi ai criticoni dei consigli o delle proposte, sono i primi a tirarsi indietro e nascondersi "non è mia competenza"...
sedelin 1 mese fa su tio
più che illuminare abbagliano violentemente e danno un gran fastidio agli occhi. de gustibus... e a me non piace il materiale freddo e alla moda.
samarcanda 1 mese fa su tio
@sedelin Sono di una superficialità grottesca.
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Ultimo aggiornamento: 2019-05-22 09:23:17 | 91.208.130.87