LUGANO
24.07.2017 - 06:370

Il disegno-appello di un bambino di 8 anni. «Aiutatemi a parlare»

Il mutismo selettivo è una problematica rara, ma sarebbero «almeno una quindicina» i casi nelle scuole ticinesi. Secondo esperti e genitori, il Cantone non fa abbastanza

LUGANO - «Aiutatemi ad aprire la porta della mia voce». Quando abbiamo chiesto al piccolo Mattia* di raccontarci il suo problema, lui a sorpresa ha preso matita e pastelli, e ha iniziato a disegnare. Un prato, una casa, colori vivaci. Il risultato è un appello toccante alla comunità didattica e al Cantone, cui i genitori del bambino, 8 anni del Luganese, si sono rivolti nelle scorse per chiedere «una strategia precisa» sul mutismo selettivo.

«Non parla da due anni» - Il problema tocca «almeno una quindicina di bambini» in Ticino, dicono gli esperti: ma potrebbero essere molti di più. A scuola – spiega la famiglia – Mattia «non apre bocca da quando aveva 6 anni». Ad eccezione di pochissimi compagni, letteralmente non rivolge la parola a nessuno. Quando la maestra gli fa una domanda, spiffera la risposta nell'orecchio di un amico, che la riferisce alla docente. «Abbiamo contattato il Decs chiedendo un incontro con il Consigliere di Stato Bertoli» spiega il padre: «Si sono dimostrati disponibili, ma finora nella scuola ticinese questo tema è stato sottovalutato: il risultato è che, purtroppo, i docenti sono impreparati a casi simili».

Problema poco diffuso - I genitori di Mattia raccontano un'odissea educativa: a scuola «gli insegnanti ci dicono semplicemente di aspettare, che il problema “passerà con il tempo”». Il direttore dell'Ufficio delle scuole comunali Rezio Sisini ammette che «limitarsi ad aspettare non è un atteggiamento corretto» ma sottolinea come «ogni caso di disadattamento scolastico viene seguito da un team di insegnanti di sostegno». Quella in questione, però «non è una delle problematiche più diffuse a quanto ci risulta» precisa Sisini.

Mancanza di formazione - Dati ufficiali non ne esistono. La psicoterapeuta comasca Emanuela Iacchia, specializzata sul tema, afferma di avere in cura «diversi bambini provenienti dal Ticino» per mutismo selettivo. Secondo l'esperta i casi nelle scuole ticinesi «sono almeno una quindicina al momento» ma i docenti «a parte alcuni corsi volontari, come quelli organizzati dalla Croce Rossa, non ricevono una formazione specifica». Eppure il problema di Mattia può essere «risolto in tempi relativamente brevi» assicura l'esperta. «L'importante è che venga capito: l'ostinazione o l'irritazione, da parte dei docenti, in questi casi sono controproducenti». E le porte di tante piccole voci rischiano di restare chiuse ancora a lungo.  

 * nome noto alla redazione

Commenti
 
Marzio Fontebasso 1 anno fa su fb
Aicha Fontebasso , boh
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