foto tio.ch-20 minuti
I palazzi di via Martignoni.
LUGANO-CHIASSO
18.12.2016 - 17:570
Aggiornamento : 19.12.2016 - 13:46

«Ho 25 palazzi in Ticino, i problemi sono solo qui»

Via Martignoni, via Odescalchi, via Industria: gli immobili al centro della cronaca hanno lo stesso proprietario. «Periodo sfortunato, faccio tutto il possibile»

LUGANO-CHIASSO. Non è un buon periodo per il proprietario del palazzo in via Martignoni, a Massagno. «Diciamo pure un periodo nero». L'incendio avvenuto sabato mattina, in cui ha perso la vita un 40enne senza fissa dimora, è solo l'ultimo di una serie di episodi «sfortunati» per il nostro interlocutore.

Anche il palazzo di via Odescalchi, dove il mese scorso è andato a fuoco un laboratorio della droga casalingo, a Chiasso, è infatti di sua proprietà. E suo è lo stabile di fianco, dove a ottobre 2015 un 35enne portoghese fu ucciso in una faida tra gang; così come il “grattacielo” di Pregassona, teatro di una maxi-retata anti abusivismo che a ottobre ha portato a quattro fermi e svariate denunce per spaccio e immigrazione illegale. Per citare solo i casi più recenti.

«Negli ultimi tempi abbiamo avuto una serie impressionante di incidenti» ammette l'imprenditore contattato da tio.ch-20minuti. «La sfortuna ci ha messo del suo. Ma è sicuramente vero che si tratta di contesti problematici, dove ci troviamo confrontati con casi sociali difficili da gestire» continua il padrone di casa, e precisa: «Abbiamo 25 palazzi in Ticino e questi sono gli unici a dare simili preoccupazioni. Con questo non voglio minimizzare». Anche perché tra Pregassona, Chiasso e Massagno sono 237 le famiglie che vivono nei palazzi “difficili”.

«La maggioranza sono brave persone che meritano un trattamento dignitoso ed è quello che ci sforziamo di offrire» aggiunge il proprietario. «Gli interventi di manutenzione sono continui, la collaborazione con la polizia è costante. Facciamo il possibile. Ma il padrone di casa può arrivare fino a un certo punto». Dopo l'ennesimo incidente, però, gli affittuari chiedono di più. A cominciare dalla chiusura dei portoni di ingresso, che nei palazzi sopracitati sono aperti 24 ore su 24 (un nostro servizio lo aveva segnalato solo venerdì scorso). «Provvederemo a chiuderle e ad installare dei citofoni» conclude il padrone di casa. 

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