CLARO
03.02.2015 - 11:230
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Claro in Italia diventa comune "razzista" e "anti-italiano"

L'iniziativa del Municipio per promuovere la monodopera indigenza viene travisata appena varcato il confine

CLARO - Ha varcato il confine, assumendo toni diversi da quelli per cui era era nata, l'iniziativa del comune di Claro (di cui abbiamo riferito giovedì scorso e che nel frattempo ha varcato i confini nazionali finendo su diversi siti italiani) di creare un adesivo per "indicare il rapporto che c’è, all’interno di una ditta, fra il personale residente in Ticino e quello proveniente dall’estero (frontalieri)".

"Noi impieghiamo personale residente" recita l'adesivo voluto dal Municipio che, per incentivare l'assunzione di personale indigeno e, di conseguenza, abbassare il tasso di disoccupazione, ha scelto di attribuire gli appalti pubblici e i mandati a quelle ditte locali che maggiormente impiegano personale residente in Ticino.

Un'iniziativa positiva che, in Italia, è diventata "anti-italiana" e "razzista", strumentalizzata evidentemente a scopo mediatico.

"Il logo del Comune svizzero per non far lavorare gli italiani", titola persino il Corriere della Sera. Peccato che il sindaco di Claro, Roberto Keller, sia stato chiaro: "L’appello è ad assumere residenti, che non significa necessariamente svizzeri ma anche stranieri che vivono stabilmente in Ticino. È una questione innanzitutto di equilibrio: da quando il numero dei frontalieri è esploso sono nate storture nel mercato del lavoro. Ma anche di trasparenza: il negozio o l’azienda espone il logo e si assume il rischio, il cliente può fare la sua scelta. Non sta avvenendo la stessa cosa in Italia con i prodotti doc o la concorrenza sleale dei cinesi?", ha dichiarato al Corriere.

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