Cerca e trova immobili
LOSONE

Incoscienza sul lavoro, equilibristi su un tetto

La documentazione fotografica di due operai senza alcuna protezione su una casa in costruzione a Losone
Un lettore
Incoscienza sul lavoro, equilibristi su un tetto
La documentazione fotografica di due operai senza alcuna protezione su una casa in costruzione a Losone
LOSONE - La motosega appoggiata contro il cordolo perimetrale, due operai sul tetto di una casa in costruzione di Losone senza alcun tipo di protezione. Siamo su uno dei tanti cantieri ticinesi e le immagini pervenuteci questa mattina da un nost...

LOSONE - La motosega appoggiata contro il cordolo perimetrale, due operai sul tetto di una casa in costruzione di Losone senza alcun tipo di protezione. Siamo su uno dei tanti cantieri ticinesi e le immagini pervenuteci questa mattina da un nostro lettore non lasciano indifferenti. Se si considera poi, che le fotografie sono giunte a pochi minuti dall'infortunio di un carpentiere caduto da un tetto di un'officina, queste immagini assumono ancora più significato, diventando emblematiche. Il pericolo al quale si sono esposti i due lavoratori di Losone riporta alla ribalta il tema della sicurezza sul lavoro. 

Nel 2008 in Svizzera sono stati oltre 180mila gli infortuni e le malattie professionali registrate dalla Suva. Un operaio edile su cinque, un utilizzatore di ponteggi su quattro, un operaio forestale su tre e un apprendista forestale su due restano vittime di un infortunio professionale.

Oggi sono due le segnalazioni giunte dalla polizia di infortuni sul lavoro. Due infortuni che, secondo Dario Cadenazzi, responsabile edilizia di Unia, non fanno che confermare la presa di posizione di Unia sul tema sicurezza. "Come avevamo previsto già a fine giugno, dopo un infortunio che è costato la vita a un operaio - dice Cadenazzi - gli incidenti di oggi dimostrano che siamo stati, purtroppo, dei buoni profeti. L'avvicinarsi delle vacanze e la fretta di portare a termine i lavori, la pressione esercitata dai datori di lavoro, e una certa stanchezza, sono tutti fattori che portano a questo tipo di infortunio".

Sulla stessa linea d'onda Diego Martini della Suva che, in tutti i casi, contestualizza la problematica: "I dati degli ultimi anni parlano di una costante diminuzione generale degli infortuni. E' vero che, guardando alle ultime settimane notiamo un certo aumento della frequenza dei casi gravi dovuti forse alla fretta di finire, al gran caldo e alla negligenza. In linea generale notiamo che il fenomeno è maggiormente sentito anche perché i media si sono occupati più a fondo, negli ultimi anni, della problematica e questo non ha fatto che favorire una maggiore consapevolezza e sensibilità tra l’opinione pubblica".

Secondo Dario Cadenazzi l'opera di sensibilizzazione deve continuare ed essere migliorata, anche perché "sono già una decina nel mese di luglio gli incidenti sul lavoro più o meno gravi. Una decina di casi che testimoniano come il livello di guardia debba essere alzato e che ci spinge a chiedere un intervento costante, un tavolo tecnico permanente, che coinvolga le parti sociali e lo Stato. Sono ancora troppi gli infortuni e le immagini di Losone dimostrano che sono ancora troppo diffuse le irregolarità. Dobbiamo tornare alla cultura di fare impresa. Le imprese trovano sempre meno tempo da dedicare per la sicurezza e la formazione. L'edilizia non è in crisi e in questa generale nuova epoca di concorrenzialità estrema, ad essere sacrificate, sono spesso, purtroppo, le misure per la sicurezza, considerate troppo spesso un impiccio, un costo e non, invece, un investimento".    
 

p.d'a.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE