Motel Castione, "Patente ottenuta in modo fraudolento"

CASTIONE - La tempistica e i motivi che hanno spinto le autorità a chiudere, con effetto immediato, il Motel di Castione, noto locale a luci rosse, non convince l'attuale gestore del locale, Gerardo Rosamilia. All'uomo coinvolto nella rissa e ferito a colpi di spranga lo scorso 17 giugno, per nulla intenzionato a chiudere il locale, risulta infatti strano il fatto che, nonostante fosse di dominio pubblico il genere di attività del locale, le autorità abbiano preso la decisione di intimarne la chiusura.
Ma come mai il Motel di Castione deve chiudere? L'avvocato Giacomo Gemnetti, dell'Ufficio dei Permessi, ci ha spiegato che "dagli accertamenti di polizia è emerso come i reali intendimenti dei gerenti non fossero l'avvio di un'attività di ristorazione o alberghiera, ma fosse quella di insediare un vero e proprio postribolo".
Come riferito in precedenza, Rosamilia aveva riottenuto il permesso di esercitare lo scorso 20 dicembre, ma, stando alle spiegazioni di Gemnetti "l'autorizzazione ottenuta era stata rilasciata su indicazioni inveritiere, inducendo l'autorità in errore".
Alla luce di questi accertamenti l'avvocato spiega che "questo ha comportato, sostanzialmente, la decisione di revoca da parte dell'autorità amministrativa perché la reale intenzione di queste persone era quella di svolgere un'attività tutt'altro che alberghiera, ma l'avvio della conduzione di un postribolo. La patente in possesso è stata ottenuta in modo fraudolento".
Come ha spiegato l'avvocato Gemnetti, la decisione amministrativa "ha effetto immediato e a un eventuale ricorso contro questo tipo di decisione è stato anche tolto l'effetto sospensivo": "la decisione è anche stata ingiunta con la comminatoria dell'articolo 292 del Codice Penale che dice che chi si rifiuta di sottostare all'ordine è passibile di multa e può essere avviato un altro procedimento penale".
red
Foto d'apertura: Rescue Media / Michele Bazzo






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