Assistenza sanitaria internazionale: «L’Italia è inadempiente (non solo in relazione a Crans)?»

Con un’interpellanza, il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di fare chiarezza sulla situazione dei rimborsi tra Svizzera e Italia.
BERNA - I crediti legati all’assistenza sanitaria internazionale e i loro possibili effetti sui premi di cassa malati tornano al centro del dibattito politico.
Con un’interpellanza, il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) chiede al Consiglio federale di fare chiarezza sulla situazione dei rimborsi tra Svizzera e Italia, alla luce delle criticità emerse negli ultimi anni.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio, segnato dall’aumento costante dei costi sanitari che pesa su cittadini e assicurati. In particolare, Quadri richiama le difficoltà segnalate nel 2023 dalle autorità federali in merito al rimborso dei crediti derivanti dall’assistenza sanitaria internazionale, regolata dal diritto di coordinamento europeo. Secondo quanto emerso, l’Italia non avrebbe rispettato sistematicamente i termini di pagamento, accumulando arretrati significativi, inclusi quelli relativi a Campione d’Italia.
Nonostante alcuni rimborsi parziali, una parte consistente dei crediti risulterebbe ancora scoperta. Una situazione che solleva interrogativi sulla sostenibilità del sistema e sull’eventuale necessità di misure correttive, come l’introduzione di piani di rientro e garanzie più stringenti per i pagamenti futuri.
Con la sua interpellanza, Quadri chiede al Consiglio federale dati aggiornati al 2024-2025 sull’ammontare complessivo dei crediti vantati dalla Svizzera nei confronti dell’Italia, nonché sulla quota ancora scaduta e non saldata. Tra i punti sollevati figurano anche eventuali interessi di mora applicati per i ritardi accumulati e lo stato attuale dei pagamenti da parte italiana.
Particolare attenzione è dedicata al caso di Campione d’Italia, per il quale il consigliere nazionale domanda cifre precise e aggiornamenti sullo stato dei versamenti. Quadri vuole inoltre sapere quali misure concrete siano state adottate dalle autorità italiane per garantire il rispetto delle scadenze e quali garanzie abbia oggi la Svizzera per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
Infine, l’interpellanza pone l’accento sulle conseguenze economiche di questi ritardi, chiedendo in che misura i mancati incassi incidano sui costi complessivi del sistema sanitario svizzero e, indirettamente, sui premi degli assicurati. Il Consiglio federale è inoltre chiamato a indicare quali interventi intenda mettere in campo per evitare che casi simili, come quello già noto di Crans-Montana, continuino a generare oneri per contribuenti e assicurati.



