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GRIGIONI

Criminalità organizzata: nei Grigioni si discute di nuove misure

Il Parlamento retico valuta modifiche legislative e rafforzamento delle risorse per contrastare in modo più efficace le infiltrazioni mafiose nel Cantone.
TiPress
Fonte ATS
Criminalità organizzata: nei Grigioni si discute di nuove misure
Il Parlamento retico valuta modifiche legislative e rafforzamento delle risorse per contrastare in modo più efficace le infiltrazioni mafiose nel Cantone.

COIRA - Nel primo pomeriggio di sessione il Parlamento retico ha discusso il programma annuale 2025 del Governo. Nel quadro dell'obiettivo 4, riguardante la sicurezza pubblica e la criminalità organizzata, sono intervenuti diversi deputati.

Avviando i dibattiti sul consuntivo, il legislativo ha valutato l'operato del Governo. In questo contesto il granconsigliere del Centro, Reto Crameri, ha suggerito che il Cantone deve modificare le leggi in vari ambiti per poter combattere in modo più efficace la criminalità organizzata. A titolo di esempio, ha citato la Legge cantonale sugli esercizi pubblici e gli alberghi. Crameri ha proposto che il rilascio di una licenza per un ristorante sia subordinato a condizioni più severe, ad esempio l'assenza di condanne penali negli ultimi cinque anni.

Il Consigliere di Stato Peter Peyer (PS) ha risposto che la lotta contro la criminalità organizzata deve effettivamente essere condotta nei "punti deboli" del sistema. Per quanto riguarda il rilascio di licenze nella gastronomia, la competenza spetta in genere ai Comuni.

Crameri ha replicato che il Cantone non può scaricare la responsabilità sui Comuni, che "agiscono in base alle basi legali del Cantone".

Norme più severe in altri Cantoni

In Gran Consiglio sono stati citati esempi di altri Cantoni, come quello di Zugo, dove il margine d'azione per rifiutare le licenze di esercizio è più ampio. Una bocciatura può essere motivata da precedenti condanne per violazioni della legge sui giochi in denaro, della legge sugli stranieri o della legge sugli stupefacenti.

Nei Grigioni invece la legge prevede soltanto che i richiedenti non debbano essere stati condannati per un reato legato all'esercizio di un'attività di ristorazione o di vendita al dettaglio. "Si tratta di una norma molto meno severa rispetto a quella del Canton Zugo", ha osservato il granconsigliere del Centro.

Crameri ha inoltre proposto di aumentare le risorse di personale destinate alla lotta contro la criminalità organizzata e di valutare l'introduzione di norme più severe nel settore delle ditte fiduciarie.

L'UDC vuole le regole ticinesi

La granconsigliera UDC, Gabriela Menghini-Inauen, ha ribadito la richiesta di obbligare chi chiede un permesso di soggiorno a presentare un estratto del casellario giudiziale, analogamente alla misura introdotta oltre dieci anni fa nel Canton Ticino.

Come già spiegato nelle scorse settimane, Peyer ha ribadito che non è possibile seguire la via ticinese, perché in contrasto con l'accordo sulla libera circolazione. Ha poi aggiunto che prossimamente verranno valutati quali servizi cantonali e comunali debbano essere maggiormente coinvolti nella lotta contro la criminalità organizzata.

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