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SVIZZERA

Attività commerciali sleali? Berna respinge le accuse USA

Il governo è intenzionato a far valere le proprie ragioni nel quadro della relativa procedura avviata dall'amministrazione Trump
Depositphotos (VitalikRadko)
Fonte Ats
Attività commerciali sleali? Berna respinge le accuse USA
Il governo è intenzionato a far valere le proprie ragioni nel quadro della relativa procedura avviata dall'amministrazione Trump

BERNA - In merito alle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, la Svizzera non può essere accusata di sovraccapacità nella produzione industriale né di non possedere misure efficaci per imporre il divieto d’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato. È il parere del Consiglio federale circa l'avvio, da parte statunitense, di indagini ai sensi della Sezione 301 del Trade Act, si legge in un comunicato diffuso oggi dall'esecutivo al termine della sua seduta settimanale. Il governo è intenzionato a far valere le proprie ragioni nel quadro della relativa procedura avviata dall'amministrazione Trump, con la quale tra l'altro si sta negoziando un accordo sui dazi.

Il Trade Act consente al presidente Trump di contrastare presunte pratiche commerciali sleali o discriminatorie conferendogli la possibilità di adottare dazi sanzionatori o di altri provvedimenti restrittivi in materia commerciale.

Le due indagini, avviate in marzo, si concentrano, la prima, su una presunta sovraccapacità nella produzione industriale e sulle sue cause, mentre la seconda sull'omissione o attuazione ritenuta insufficiente di misure per impedire l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato.

Nel respingere simili addebiti, il Consiglio federale rammenta che con gli Usa proseguono i negoziati per un accordo commerciale. Nei colloqui sono stati compiuti buoni progressi, in linea con l’obiettivo del primo trimestre fissato nella dichiarazione d’intenti Svizzera-USA dello scorso 14 novembre. Tale dichiarazione prevedeva la riduzione dei dazi americani dal 39 al 15%.

Nel frattempo una sentenza della Corte suprema ha stabilito che l'IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) non consente al presidente degli Stati Uniti di imporre tariffe doganali generali. Ciò sta alla base della nuova azione avviata da Washington in febbraio nei confronti della Svizzera e di diversi altri Paesi, come la Cina.

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