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GRIGIONI

Nel Gran Consiglio retico nasce un "Regio-Graben"

Le regioni italofone hanno espresso perplessità sul funzionamento della divisione territoriale avvenuta nel 2016.
Keystone
Il deputato bregagliotto Maurizio Michael
Nel Gran Consiglio retico nasce un "Regio-Graben"
Le regioni italofone hanno espresso perplessità sul funzionamento della divisione territoriale avvenuta nel 2016.
COIRA - Oggi in Gran Consiglio è stata discussa l'interpellanza del rappresentante bregagliotto Maurizio Michael riguardante il funzionamento delle undici regioni territoriali. Dopo le risposte del Governo la discussione fa emergere una percez...

COIRA - Oggi in Gran Consiglio è stata discussa l'interpellanza del rappresentante bregagliotto Maurizio Michael riguardante il funzionamento delle undici regioni territoriali. Dopo le risposte del Governo la discussione fa emergere una percezione diversa nel Grigioni Italiano.

La riforma territoriale del 2016 nei Grigioni era sfociata nella creazione di undici nuove regioni. Si intendeva dar vita a organizzazioni politiche in grado prendere decisioni e di svolgere i loro compiti in modo efficiente, rapido e vicino al cittadino. Secondo il Governo dei Grigioni, a due riprese, nel 2017 e nel 2018, si era potuto constatare che la messa in atto del cambiamento era coronata da successo.

All'interpellanza di Michael (PLD, Bregaglia), il Governo risponde e giunge alla conclusione che il processo di costituzione delle Regioni va giudicato in modo positivo. Lo comunica oggi il presidente del Governo dei Grigioni Christian Rathgeb, il quale sottolinea che le regioni funzionano bene e che non ci sono motivi per modificare qualcosa. Ciò a meno che le regioni stesse non chiedano esplicitamente dei cambiamenti.

Maurizio Michael dichiara che potrebbe definirsi "parzialmente soddisfatto", ma che allo stesso tempo significa però anche "parzialmente insoddisfatto". Michael si chiede se non si tratti, quella del Governo, di una analisi della situazione un po' troppo affrettata e superficiale: «Funziona davvero tutto bene? Nelle regioni piccole? In quelle grandi? Nelle regioni bi- o trilingue?».

Nel Grigioni Italiano non si è soddisfatti - Gli interventi di Michael (PLD Bregaglia), Alessandro Della Vedova (PDC, Poschiavo) e Nicoletta Noi-Togni (PS, Roveredo) evidenziano perplessità e un auspicio a chinarsi su una riflessione profonda. Per Michael la Regione Maloja denota limiti nel rispetto delle lingue ufficiali, secondo Noi-Togni nel Moesano non sono suddivisi per bene i compiti fra regione e comuni, mentre Della Vedova (PDC Poschiavo) dichiara che, a quattro anni di distanza dalla nascita delle nuove regioni, sarebbe pronto ad avviare una discussione con la contigua Regione Maloja per individuare delle collaborazioni.

Nella discussione odierna in Gran Consiglio la maggior parte degli interventi dei rappresentanti delle altre regioni ha espresso un giudizio di massima molto positivo. Emerge tuttavia la necessità di poter armonizzare meglio le esigenze territoriali con quelle di carattere economico. Per Urs Marti (PLD, Coira) non è infatti logico che Lenzerheide non faccia parte della medesima regione con Coira e Arosa.

Il Governo aveva proposto cinque regioni - Nel suo messaggio iniziale del 2010 il Governo retico aveva proposto di suddividere il territorio in cinque oppure in otto regioni. Il cantone desiderava infatti ridurre i tempi di coordinamento, per esempio nella Valle del Reno, oppure rafforzare la lingua italiana, riunendo in un unica regione Maloja e Bernina. La politica alla fine ha deciso diversamente: undici regioni, di cui la minore, la Regione Bernina, è composta da due soli comuni.

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