Cerca e trova immobili
ZURIGO

«Ritengo possibile un calo mondiale del tenore di vita»

È l'allarme lanciato da Gita Gopinath, ex capo economista del Fondo monetario internazionale (FMI) e ora professoressa ad Harvard
Deposit
Fonte ats
«Ritengo possibile un calo mondiale del tenore di vita»
È l'allarme lanciato da Gita Gopinath, ex capo economista del Fondo monetario internazionale (FMI) e ora professoressa ad Harvard

ZURIGO - L'economia globale si avvia verso un decennio di stagnazione e il prossimo crollo della borsa potrebbe essere molto più grave di quello vissuto con la cosiddetta bolla delle dot-com del 2000.

È l'allarme lanciato da Gita Gopinath, ex capo economista del Fondo monetario internazionale (FMI) e ora professoressa ad Harvard, che vede il mondo pagare il prezzo di una frammentazione geopolitica irreversibile.

"Ritengo possibile un calo mondiale del tenore di vita", afferma la studiosa in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ). "Come cause vedo gli sconvolgimenti dell'ordine mondiale basato sulle regole, nonché il già basso livello di crescita". A suo avviso la guerra in Iran rappresenta uno "shock stagflazionistico: meno crescita, più inflazione". Le conseguenze, spiega, non si limitano a petrolio e gas: "I prezzi più alti dei fertilizzanti si faranno sentire nei generi alimentari tra circa sei mesi".

Un altro pericolo, secondo l'economista statunitense di origine indiana, riguarda i mercati finanziari: l'eccessiva euforia per l'intelligenza artificiale ricorda la bolla di Internet e una correzione sarebbe oggi molto più dolorosa. Due le ragioni: "Le famiglie americane hanno investito molto di più in azioni: con una flessione dei corsi del 40%, analoga a quella vissuta allora, la ricchezza nazionale degli Stati Uniti si ridurrebbe di 20'000 miliardi di dollari e altri 15'000 miliardi andrebbero persi dagli investitori stranieri".

A rendere il quadro ancora più fragile è l'assenza di margini di manovra per gli stati e le banche centrali. Il debito pubblico americano ha raggiunto il 120% del prodotto interno lordo (Pil). E la Federal Reserve potrebbe addirittura essere costretta ad aumentare i tassi per frenare l'inflazione, innescando così la correzione borsistica.

Sul fronte geopolitico, l'ex capo economista (2019-2022) e poi vicedirettrice dell'FMI (2022-2025) sottolinea il "profondo strappo tra Stati Uniti ed Europa" e lo considera irreversibile. "Non c'è ritorno alla situazione precedente alla perdita di fiducia", dichiara la 54enne. L'Europa punterà sempre più all'autonomia in materia di difesa, pagamenti e semiconduttori. Quanto alla Cina, l'esperta è cauta: i problemi strutturali (popolazione in calo, crisi immobiliare, sovracapacità) sono "più gravi di quelli americani".

E per finire, che cosa dire della Svizzera? "Innanzitutto trovo incoraggiante che in questi tempi insoliti esistano ancora paesi affidabili in cui le istituzioni politiche funzionano", osserva l'intervistata. "In una crisi però anche la Svizzera, in quanto piccola economia aperta, è vulnerabile. Poiché il franco è ricercato come bene rifugio, tende ad apprezzarsi eccessivamente. Inoltre, l'economia è fortemente orientata alle esportazioni e risente quindi di un crollo della domanda globale", conclude.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE