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SVIZZERA

Ermotti respinge le accuse di Karin Keller-Sutter

Il CEO di UBS chiarisce che la banca vuole partecipare al confronto istituzionale senza ricorrere a pressioni: «Discutere è nostro diritto».
TiPress (archivio)
Fonte ats awp
Ermotti respinge le accuse di Karin Keller-Sutter
Il CEO di UBS chiarisce che la banca vuole partecipare al confronto istituzionale senza ricorrere a pressioni: «Discutere è nostro diritto».

ZURIGO - UBS respinge le accuse di esercitare pressioni troppo aggressive nel dibattito sui fondi propri delle banche. «Abbiamo il diritto di partecipare alla discussione», ha affermato oggi il CEO Sergio Ermotti in una conferenza telefonica con i media.

La banca ha «argomenti molto validi» che intende portare avanti, ha detto il manager ticinese. «Nutriamo inoltre troppo rispetto per il Parlamento per lanciare minacce», ha aggiunto il 65enne. E rivolgendosi al Consiglio federale, Ermotti ha aggiunto: «La discussione deve tornare a un livello adeguato».

La ministra delle finanze Karin Keller-Sutter aveva dichiarato questa settimana in un'intervista al Blick di aver sentito da alcuni parlamentari che temono che UBS possa ridurre i contributi al loro partito. Una lobby così forte da parte di un attore privato è piuttosto insolita in Svizzera, ha affermato la consigliera federale. «Si possono avere opinioni diverse. Ma non è nello stile comune opporsi in modo così deciso alle nostre istituzioni».

Nessuna speculazione, prima fare chiarezza
Ermotti ha spiegato che per il momento non intende riferire in pubblico di ciò che UBS ritiene appropriato in merito al pacchetto normativo proposto. La banca ha più volte definito «estreme» le proposte del Consiglio federale. E considera in particolare una spina nel fianco la prevista copertura completa con capitale proprio delle filiali estere.

«Siamo d'accordo con il Consiglio federale sul fatto che occorra apportare adeguamenti. Ma ciò che è oggi sul tavolo è eccessivo e sproporzionato», ha ribadito Ermotti, sottolineando ancora una volta che per il Credit Suisse il problema non è stata la struttura della regolamentazione, bensì l'attuazione e la comunicazione.

Al momento il CEO di UBS non intende speculare su possibili contromisure, come ad esempio un trasferimento fuori dalla Svizzera. Allo stesso tempo, però, Ermotti ha difeso le dichiarazioni rilasciate a metà aprile dal presidente del consiglio di amministrazione Colm Kelleher in occasione dell'assemblea generale. Quest'ultimo aveva affermato che è dovere della banca valutare attentamente le opzioni adeguate per limitare il più possibile le conseguenze negative delle proposte del Consiglio federale.

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