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SVIZZERA Rissa a Palazzo federale: «È stato commesso un errore»

16.06.24 - 10:30
Emergono nuovi dettagli sulla rissa scoppiata tra il capogruppo dell'UDC Thomas Aeschi e gli agenti di FedPol
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Fonte 20minuten
Rissa a Palazzo federale: «È stato commesso un errore»
Emergono nuovi dettagli sulla rissa scoppiata tra il capogruppo dell'UDC Thomas Aeschi e gli agenti di FedPol

BERNA - I fatti risalgono a mercoledì scorso. Al capogruppo - lo ricordiamo - era stato negato l'accesso a una sala di Palazzo federale, in cui il presidente del Consiglio nazionale Eric Nussbaumer e il presidente del Parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk stavano svolgendo una sessione fotografica. Per l'occasione era stato implementato un vasto dispositivo di sicurezza, che aveva creato non poco scompiglio.

Dalle ultime informazioni risulta che la presenza di Stefanchuk ha impedito non solo a Thomas Aeschi, ma anche a diversi altri consiglieri nazionali di adempiere alle proprie funzioni.

La Consigliera nazionale dell'UDC, Barbara Steinemann, ha accusato Nussbaumer, di non essere stata adeguatamente informata in merito alle misure di sicurezza. «Il presidente del Consiglio nazionale ha commesso un errore. La comunicazione è stata inadeguata», ha dichiarato alla SonntagsZeitung. Il consigliere nazionale dell'UDC Alfred Heer, dal canto suo, si è lamentato con Nussbaumer via e-mail. In risposta, non avrebbe ricevuto altro che un sommario «mi dispiace».

Risulta inoltre che mercoledì si è svolta una prima discussione tra Thomas Aeschi e il capo della sicurezza di Palazzo federale e che gli eventi saranno oggetto di un'indagine approfondita. «È previsto un colloquio tra me e la Fedpol», ha dichiarato Aeschi alla Nzz am Sonntag.

Dura la critica del capogruppo dell'UDC nei confronti del dispositivo di sicurezza: «Il lavoro parlamentare deve avere la priorità», ha dichiarato. «È inaccettabile che i lavori del Consiglio vengano interrotti a causa di una sessione fotografica».

Dal canto suo, un portavoce della polizia di Palazzo federale ha dichiarato: «I nostri agenti sono regolarmente addestrati per operazioni di questo tipo. Come sempre, dopo ogni operazione c'è un debriefing con i partner coinvolti».

Nussbaumer ha difeso il suo operato: «Abbiamo discusso in anticipo il concetto di sicurezza con la direzione del Parlamento. Le misure corrispondono a ciò che era necessario fare». Il personale di sicurezza aveva l'autorità di impartire regole, e «le regole vanno rispettate».

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