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ZURIGOCinque anni di carcere per torture sulla figlia

29.09.22 - 17:51
Il verdetto per entrambi i genitori: colpevoli. La ragazza riceverà un indennizzo di 50 mila franchi.
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Fonte ats
Cinque anni di carcere per torture sulla figlia
Il verdetto per entrambi i genitori: colpevoli. La ragazza riceverà un indennizzo di 50 mila franchi.

ZURIGO - Un 42enne tedesco e la sua compagna, una 41enne svizzera, sono stati condannati dal Tribunale distrettuale di Zurigo per aver torturato la figlia dell'uomo. Entrambi dovranno scontare una pena di cinque anni di detenzione per lesioni corporali gravi.

L'uomo, oltre a dover scontare la pena detentiva, dovrà seguire una terapia ambulatoriale e non potrà entrare in Svizzera per dieci anni. Sia lui che la compagna - e matrigna della bimba vittima degli abusi - sono stati assolti dall'accusa di sequestro di persona. La figlia, che oggi soffre di disturbo post-traumatico da stress, riceverà un indennizzo di 50'000 franchi.

Il giudice in apertura di processo ha parlato apertamente di un martirio subito dalla bambina e di una tendenza della coppia imputata a minimizzare gli episodi.

Secondo l'accusa, il cittadino tedesco ha messo in piedi un «regime educativo basato su punizioni corporali, castighi e abusi mentali». L'obiettivo era apparentemente dimostrare alla figlia del precedente matrimonio che non faceva parte della nuova famiglia.

Oltre alle violenze fisiche, la bimba doveva subire umiliazioni come il «divieto di ridere» a tavola, o il consumare i pasti da sola in camera, oltre a rimanere a casa da sola per fare le pulizie quando vi erano feste di famiglia.

Le umiliazioni erano numerose: da lanci di feci di gatto in faccia ad anticalcare versato sulla tesa, con conseguenti danni alla cute. Alcuni comportamenti della bambina avevano fatto sorgere sospetti a scuola, ma le autorità si sono mosse solamente otto anni dopo. Il motivo è con ogni probabilità da ricercare nei continui traslochi della famiglia, che in otto anni si è spostata otto volte in sei cantoni diversi.

La coppia nel corso del procedimento ha ammesso alcuni fatti, mentre ne ha relativizzati altri. La difesa chiedeva un anno e mezzo di carcere per l'uomo e due anni per la donna. La sentenza non è ancora cresciuta in giudicato e può essere impugnata al Tribunale cantonale. Gli avvocati hanno già dichiarato che faranno appello.
 
 

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