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GRIGIONI«È difficile accettare il fatto che non lo incontreremo mai più»

03.05.22 - 21:10
Il ricordo in Vaticano e a Trun, del giovane 25enne (ed ex-guardia svizzera) ucciso da uno sventurato colpo di carabina.
20 Minuten/kat.ch/Oliver Sittel
«È difficile accettare il fatto che non lo incontreremo mai più»
Il ricordo in Vaticano e a Trun, del giovane 25enne (ed ex-guardia svizzera) ucciso da uno sventurato colpo di carabina.
Il cappellano della Guardia: «Siamo tutti colpiti, pregheremo per lui», i compaesani: «Pensiamo alla madre, per lei lui era tutto».

TRUN (GR) - Più passano le ore, più emergono novità sulla morte del 25enne grigionese deceduto questa domenica a Trun (GR) per un tragico scherzo del destino. A costargli la vita, infatti, un proiettile che era rimasto nella canna di una carabina modello K-31 e che un suo amico 30enne gli stava mostrando durante una festa di compleanno.

Il colpo, esploso all'improvviso, lo ha ucciso sul colpo dopo averlo raggiunto alla testa. Come confermato dalla Cantonale dei Grigioni, è stato vano ogni tentativo di rianimarlo. Il proprietario dell'arma è stato fermato in via preventiva, le indagini sono in corso e - spiega la polizia - non verranno completate nel futuro prossimo. Insomma, per capire se e come la tragedia arriverà in tribunale, bisognerà aspettare ancora un po'.

Tornando alla vittima, come ha recentemente svelato il portale svizzero di notizie cattoliche Kath.ch, il giovane aveva servito per tre anni in Vaticano come guardia svizzera del Papa. Tornato in patria, proprio quest'anno aveva iniziato a lavorare come guardia di sicurezza per la Banca nazionale svizzera.

L'eco della triste notizia è arrivata fino a Roma: «Ci ha colpiti tutti molto», ha confermato al sito cappellano della Guardia Kolumban Reichlin che ha voluto condividere un suo ricordo del ventenne: «Non vedeva l'ora di tornare a casa, dalla sua famiglia e d'intraprendere questa sua nuova sfida professionale. È difficile venire a patti con il fatto che non lo incontreremo più, almeno in questa vita». 

Per il giovane, conferma il cappellano, sarà tenuta una funzione commemorativa nella cappella della caserma: «Sarà un'opportunità per tutti di ricordarlo, piangerlo e pregare».

A Trun domina invece lo sconcerto e l'amarezza: «È una cosa davvero terribile», ha commentato ai colleghi di 20 Minuten un abitante del borgo surselvano, «pensiamo soprattutto alla madre, era il suo unico figlio ed era tutta la sua vita... In paese ci stiamo impegnando perché non le manchi nulla». Una cosa è certa, non c'è cattivo sangue nei confronti del proprietario della carabina: «è stata una disgrazia, niente di più, lui sicuramente non aveva cattive intenzioni... E ora, con questa cosa, dovrà conviverci». Stando a quanto è noto, il 30enne era un tiratore scelto.

 

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