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Una Ong denuncia un aumento «preoccupante» dei casi di maltrattamento nel Centro federale d'asilo di Boudry (NE).
NEUCHATEL
12.03.2021 - 11:380

Una Ong denuncia un aumento dei maltrattamenti nel centro d'asilo di Boudry

Droit de rester Neuchâtel afferma che nella struttura vige «un vero sistema punitivo»

BOUDRY - L'organizzazione Droit de rester Neuchâtel denuncia un aumento «preoccupante» negli ultimi mesi dei maltrattamenti nei confronti degli ospiti del Centro federale d'asilo (CFA) di Boudry (NE).

L'ong ha inviato una lettera aperta alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e a Jean-Nathanaël Karakash, consigliere di Stato responsabile del Dipartimento dell'economia e dell'azione sociale.

Secondo l'associazione viene praticato «un vero sistema punitivo», che va oltre l'immaginabile e ci sono «abusi di potere» da parte di alcuni agenti di sicurezza di Protectas, che avrebbero mostrato «disprezzo e comportamenti razzisti» creando un clima di paura. Vengono denunciati anche una gestione catastrofica dei conflitti, uso di spray al peperoncino e insulti omofobi.

L'associazione aggiunge che «i richiedenti che sono arbitrariamente e frettolosamente giudicati come recalcitranti sono rinchiusi per ore in spazi insalubri poco riscaldati». Diverse testimonianze parlano di una stanza senza mobili, con macchie di sangue e odore di vomito e urina. Molti ne escono traumatizzati. Una persona è andata recentemente in ipotermia e ha dovuto essere ricoverata in ospedale.

Secondo l'associazione, i richiedenti hanno paura di presentare una denuncia per timore delle conseguenze sulla loro procedura d'asilo o hanno paura d'imbattersi di nuovo negli stessi agenti di sicurezza. Nella missiva si parla di diversi tentativi di suicidio, di cui uno riuscito.

Droit de rester chiede «che siano prese misure concrete per porre fine a questo sistema, che trasforma i CFA in prigioni», aggiungendo che non è normale che i fondi della SEM destinati alla supervisione della sicurezza siano maggiori di quelli per la supervisione sociale e sanitaria nei CFA.

Chiede anche l'introduzione di un organismo di mediazione indipendente a cui le persone danneggiate possano rivolgersi e la chiusura del centro di Les Verrières (NE), la cui collocazione limita la libertà di movimento dei suoi occupanti ed viene percepito come un centro punitivo.


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