Archivio Keystone
BERNA
16.10.2020 - 11:190

Uccise la compagna: condannato a sedici anni di carcere

I fatti sono avvenuti nel 2018 a Frutigen: un 57enne commise l'omicidio e poi diede fuoco a una fattoria

THUN - Il Tribunale regionale di Thun (BE) ha condannato a sedici anni di carcere un 57enne svizzero che nel 2018 aveva ucciso la sua compagna 41enne a Frutigen (BE) e incendiato la fattoria dove abitava la donna per coprire eventuali indizi. L'uomo dovrà anche pagare 100'000 franchi d'indennizzi alla famiglia della vittima.

L'imputato, che è stato riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale, incendio intenzionale e perturbamento della pace dei morti, ha sempre negato ogni addebito ed ha fin dall'inizio del processo sottolineato che non avrebbe accettato nessun verdetto di colpevolezza. È quindi altamente probabile che ricorrerà contro la decisione della corte.

Il tribunale ha seguito le richieste del pubblico ministero, secondo cui l'ex imprenditore dell'Oberland bernese avrebbe ucciso l'allora compagna, che aveva 41 anni, nel pomeriggio del 15 febbraio del 2018. In seguito, per distruggere le tracce dell'omicidio, avrebbe dato fuoco alla fattoria dove abitava la donna versando olio da riscaldamento e gasolio nella sua camera da letto.

L'edificio, di oltre cento anni, è stato completamente distrutto dall'incendio. Il corpo della donna è stato trovato tra le macerie il giorno dopo. Secondo gli investigatori, la vittima è verosimilmente morta prima del rogo per le ferite alla testa inflittele dall'uomo. Il 57enne era stato arrestato in Francia il 18 febbraio 2018, tre giorni dopo l'incendio, ed estradato in Svizzera.

Siccome le affermazioni dell'accusa sono unicamente sostenute da prove indiziarie, nel corso della settimana la Corte ha ascoltato numerosi esperti e testimoni. Con l'avanzare dei dibattimenti è apparsa sempre più lampante la mancanza di prove concrete, ma alcuni fatti si sono rivelati determinanti per il verdetto.

Tra di essi la fuga del 57enne in Francia subito dopo l'incendio, che non ha mancato di metterlo in cattiva luce. Anche la testimonianza di un'anziana conoscente che lo aveva incontrato nel parcheggio di un supermercato durante la fuga: alla donna il fuggiasco, visibilmente alterato, aveva chiesto dei soldi e un telefono sostenendo «di non poter usare il suo perché altrimenti lo avrebbero trovato».

Nel corso del processo la difesa ha invece più volte ribadito che non vi è nessuna prova che la donna fosse stata uccisa prima che scoppiasse l'incendio: la 41enne era sotto l'influsso di droghe e farmaci e avrebbe potuto benissimo causare lei stessa il rogo facendo cadere uno spinello acceso. Per l'avvocato, l'uomo è fuggito all'estero perché alla vista della fattoria in fiamme ha ceduto al panico, temendo di non essere ritenuto attendibile a causa dei suoi problemi di dipendenza dall'alcool.

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