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04.03.2015 - 12:390
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Jihadista svizzero costringe la moglie a restare in Siria

Il caso di Orun e Johanna. Lui turgoviese di origini turche che ha abbracciato la causa fondamentalista islamica. Lei tedesca che vorrebbe tornare a casa ma non può

BERNA - "Voglio tornare a casa. Per favore, aiutatemi". E' questo l'appello lanciato da Johanna*, una 22enne tedesca, che sarebbe costretta dal marito Onur*, uno svizzero di 21 anni di Arbon (TG), a restare in Siria, nella regione di Idlib, zona in cui si sta combattendo.

"Sono venuto qui per tagliare le teste dei "Kufar". Io sono pronto". E' questo il messaggio inviato via Whattsapp da Orun. Per Kufar si intendono gli infedeli, ossia coloro che non aderiscono alla religione di Maometto. "Combatterli è il mio dovere", ha scritto. "Prima o poi saremo in Svizzera".

Onur dice di combattere per la Jihad e di appartenere all'organizzazione fondamentalista di Jabhat al Nusra

Orun e Johanna, come riferiscono la televisione della Svizzera tedesca e la Stuttgarter Zeitung, si erano conosciuti attraverso un'agenzia matrimoniale. Tuttavia i due avevano qualcosa in comune: entrambi erano in contatto con l'associazione "Lies! die wahre Religion" (Leggi! La vera religione), un progetto del predicatore salafita Ibrahim Abou-Nagie che vuole distribuire in Germania, a titolo gratuito, 25 milioni di copie del Corano.

Onur ha preso parte attivamente all'azione, partecipando alla distribuzione gratuita del Corano in Svizzera Tedesca. Onur è originario della Turchia ed è stato naturalizzato nel 1995. Prima dell'abbraccio all'islam radicale il giovane era integrato, un ragazzo come tanti. Chi lo conosce racconta che Onur giocava a calcio e partecipava alle feste. I suoi parenti stretti sostengono che il giovane voleva soltanto portare aiuti umanitari in Siria e che sarebbe rimasto vittima di un lavaggio del cervello da parte di predicatori fondamentalisti.

Joahnan e Onur si sono sposati in una moschea a Stoccarda secondo il rito islamico, mentre in Svizzera si sono sposati con rito civile. La coppia si è trasferita nel 2013 ad Arbon, in Turgovia. Una vicina ha raccontato che la coppia "litigava sempre" e che  "la moglie era completamente velata". La ragazza è tedesca, nata a Tübingen è cresciuta in una famiglia normale, che le ha regalato molto affetto. Il padre l'aveva definita "un angelo caduto dal cielo". Johanna visse male il divorzio dei genitori e cercò un rifugio spirituale nella religione. Come racconta la madre, Johanna ha dapprima  abbracciato la comunità cristiana, poi è passata ai testimoni di Geova e a 18, 19 anni si è convertita all'Islam. Come riferisce la Stuttgarter Nachrichten su Facebook nell'estate del 2013 aveva postato alcuni suoi commenti su Facebook inerenti all'organizzazione "Lies-Die wahre Religion". Johanna, in un sabato dell'estate del 2013, si era convertita all'islam sulla strada, in una zona pedonalizzata, dopo essersi fermata a un gazebo dove si distribuivano copie del Corano gratuite.

Oggi l'appartamento è abbandonato. Sulle porte si trovano le tracce dei sigilli della polizia. A fine 2014 il ministero pubblico federale ha effettuato una perquisizione dei locali su richiesta delle autorità tedesche.

Stando a ricerche della trasmissione d'informazione della SRF "Rundschau", Onur sarebbe partito per la Siria alla fine dell'estate del 2014 da Amburgo fino in Turchia e da lì ha attraversato il confine. Johanna, incinta, lo ha raggiunto in ottobre.

La sorella di Johanna ha raccontato che sarebbe dovuta restare soltanto una settimana in Siria. Johanna, che lunedì scorso è diventata mamma, non ha fatto più ritorno a casa. Ora le autorità del Baden Wüurttemberg si stanno impegnando affinché possa tornare in casa sana e salva.

* pseudonimi

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