Gli svizzeri detenuti in Israele sono tornati

L'atterraggio alle 13:15 all'aeroporto di Ginevra. La GSF: «Bentornati a casa»
«Bentornati a casa, Anne, Sibel, Marie, Colin, Anek, Nathan e Julien. Atterreranno all'aeroporto di Ginevra alle 13:15, con un volo da Istanbul». Lo comunica la sezione svizzera della Global Sumud Flotilla (GSF): gli attivisti, detenuti fino a pochi giorni fa in Israele, dovrebbero essere rientrati in Svizzera.
Tra loro, anche il videomaker ticinese fermato a bordo della "Zio Faster", a circa 250 miglia nautiche da Gaza (circa 463 km), in acque internazionali. Gli altri svizzeri sono Sibel Dugan, Marie Ida Morard, Nathan Hausheer, Anne Rochat, Colin Paratte e Julien James Blondel.
Al momento non sono ancora disponibili informazioni sulle loro condizioni di salute, che nei giorni scorsi avevano suscitato particolare preoccupazione. A destare allarme sono state anche le testimonianze di chi, già liberato e rientrato, ha riferito di pestaggi e violenze subiti dagli equipaggi della Global Sumud Flotilla da parte dei soldati dell'IDF e della polizia.
«Siate presenti. Fatevi sentire. Siate orgogliosi», aggiunge la sezione svizzera della GSF, che ha organizzato a Ginevra una conferenza stampa improvvisata sul posto.
Ricordiamo che un presidio - che si propone di richiamare l’attenzione sulla situazione in Medio Oriente e sulle responsabilità politiche internazionali - si terrà anche in Ticino, per l'esattezza alle 15:30 di oggi, sabato 23 maggio, a Lugano (partenza dal Palazzo dei Congressi).
La mobilitazione, annunciata nei giorni scorsi, è promossa dal Coordinamento Unitario a Sostegno della Palestina (CUSP).
Tra i temi al centro della protesta figura anche la vicenda della Global Sumud Flotilla, definita dal coordinamento un «abbordaggio illegale in acque internazionali». Gli organizzatori parlano di attivisti «sequestrati e trattati come ostaggi», denunciando presunti abusi e condizioni di detenzione critiche.



