Svizzera, un santuario delle mafie

Le organizzazioni criminali sfruttano la posizione della Svizzera come piazza finanziaria internazionale, minacciando l’economia e la democrazia del Paese.
Le organizzazioni criminali sfruttano la posizione della Svizzera come piazza finanziaria internazionale, minacciando l’economia e la democrazia del Paese.
BERNA - La criminalità organizzata in Svizzera assomiglia a un iceberg: ciò che emerge — arresti, sequestri, singoli reati — è solo una minima parte di un fenomeno molto più ampio e radicato.
Il caso accaduto a Roveredo - A dirlo alla NZZ è la direttrice di Fedpol Eva Wildi-Cortés. Il commento arriva a distanza di pochi giorni anche del caso dei permessi di dimora rilasciati a persone residenti a Roveredo e poi arrestate nell'ambito di un'operazione antidroga internazionale. La questione approda oggi in Gran Consiglio grigionese: sul punto, infatti, il deputato liberale Samuele Censi ha inoltrato una serie di domande al Governo retico.
I rischi - Wildi-Cortés ha posto la lotta alla mafia tra le sue priorità. Il rischio, avverte, è che senza un intervento deciso anche la Svizzera possa assistere a un'escalation di violenza come quelle osservate in altri Paesi europei. Il rapporto annuale di Fedpol conferma che il Paese è tutt’altro che immune. Secondo le stime, centinaia di organizzazioni criminali attive in Europa operano anche sul territorio svizzero. Tra queste figurano gruppi italiani, albanesi, nigeriani e la cosiddetta Mocro-Mafia. Le loro attività spaziano dal traffico di droga e di esseri umani fino al gioco d’azzardo illegale. La Svizzera svolge un ruolo chiave non solo come area di transito, ma anche come mercato e, soprattutto, come piazza finanziaria dove i proventi illeciti possono essere reinvestiti.
La Svizzera come porto sicuro - Proprio la stabilità politica ed economica del Paese rappresenta un fattore di attrazione. Questo “porto sicuro” consente alle organizzazioni di operare con discrezione e di massimizzare i profitti, mettendo però a rischio l’integrità dell’economia, dello stato di diritto e della stessa democrazia. Episodi recenti, come l’arresto di presunti mafiosi residenti nei Grigioni, mostrano quanto queste reti siano radicate anche a livello locale.
Il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo - Particolarmente preoccupante è l’aumento delle segnalazioni di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Fedpol lo attribuisce a controlli più rigorosi e a una maggiore consapevolezza degli intermediari finanziari, ma il fenomeno resta in crescita. Tra i risultati investigativi più rilevanti figura il sequestro di ingenti patrimoni riconducibili a prestanome di un oligarca russo, in un caso emblematico di elusione delle sanzioni.
Il piano contro le mafie - Guardando al futuro, le autorità federali puntano su una strategia nazionale e su un piano d’azione specifico contro la criminalità organizzata. Centrale resta la cooperazione internazionale, considerata indispensabile per contrastare reti che operano senza confini. Tuttavia, persistono ostacoli giuridici e amministrativi che rallentano la collaborazione con l’estero, un limite che le autorità invitano a superare con interventi politici mirati.




