Crans-Montana: l'ospedale pediatrico di Zurigo dimette l'ultimo paziente

Ora, i pazienti proseguiranno il percorso di cura nelle rispettive regioni di provenienza, principalmente in regime ambulatoriale o in centri di riabilitazione.
ZURIGO - L'ultimo dei nove giovani ricoverati al Kinderspital (Kispi) di Zurigo è stato dimesso martedì dopo Pasqua. Si è così conclusa la fase dedicata alle cure acute delle vittime rimaste ferite nel locale "Le Constellation" di Crans-Montana (VS) durante la tragica notte di Capodanno, ha dichiarato l'ospedale pediatrico.
A darne notizia è oggi il quotidiano Tages-Anzeiger. Ora, i pazienti proseguiranno il percorso di cura nelle rispettive regioni di provenienza, principalmente in regime ambulatoriale o in centri di riabilitazione, precisa il Kispi. L'obiettivo è il recupero della mobilità e dell'autonomia.
Nel complesso, il nosocomio pediatrico di zurighese ha preso in cura nove giovani provenienti dalla Svizzera e dall'estero. In alcuni momenti fino a sei pazienti gravemente ustionati sono stati curati contemporaneamente, tutti ricoverati in terapia intensiva, per settimane o mesi. Durante il trattamento si sono resi necessari numerosi interventi, in particolare di chirurgia plastica e ricostruttiva, con il coinvolgimento di decine di specialisti.
Secondo l'ospedale pediatrico, anche le moderne infrastrutture del nuovo edificio hanno contribuito in modo determinante alla gestione dei casi più gravi. In precedenza sarebbe stato possibile trattare contemporaneamente solo un numero limitato di pazienti con ustioni estese su tutto il corpo.
Il processo di guarigione, tuttavia, non è ancora concluso: i giovani dovranno essere seguiti per anni e alcuni continueranno a recarsi a Zurigo per controlli e terapie. "Auguriamo di tutto cuore ai giovani forza, pazienza e perseveranza", ha dichiarato la dottoressa Julia Hillebrandt, direttrice generale del Kispi,
Nel frattempo, altre sei vittime dell'incendio divampato nel "Le Constellation" sono ancora ricoverate all'ospedale universitario di Zurigo (USZ). Altre sei persone sono in cura presso il Centro ospedaliero universitario di Losanna (CHUV). Diciannove feriti si trovano in trattamento all'estero, mentre sette sono degenti in cliniche di riabilitazione della Suva.



