Vendemmia 2025: annata buona in Svizzera, non in Ticino

La produzione è in crescita rispetto al 2024. Flessione per la Svizzera italiana: fra le cause c'è la presenza del coleottero giapponese nel Mendrisiotto.
BERNA - Nell’anno viticolo 2025, caratterizzato da condizioni meteorologiche nel complesso propizie, la produzione si è attestata a 82 milioni di litri di vino, superando di 7 milioni di litri (+ 9,3 %) il livello del 2024 e restando di 8 milioni di litri (- 8,8 %) al di sotto della media degli ultimi dieci anni, pari a 90 milioni di litri.
I volumi variano a seconda della regione. Nello specifico, la Svizzera tedesca registra l’aumento più significativo (+32%), seguita dalla Svizzera romanda (+6,3%), mentre la Svizzera italiana (Ticino e Mesolcina) segna una flessione (-8,1%). Questo calo, scrive l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), «è dovuto principalmente alle condizioni meteorologiche sfavorevoli durante la fioritura e la vendemmia, nonché alla presenza del coleottero giapponese nel Mendrisiotto».
L'anno viticolo 2025 è iniziato con un clima secco e mite. «Durante la fioritura non sono stati riscontrati problemi particolari. Tuttavia, le piogge di giugno hanno causato localmente fenomeni di colatura e acinellatura. La vendemmia, piuttosto precoce, è stata talvolta disturbata dalle piogge di fine agosto e settembre. Ciononostante, tutti gli operatori hanno gestito bene la situazione».
L'annata 2025 «si inserisce in un contesto economico difficile per la viticoltura, caratterizzato da costi di produzione elevati, calo delle vendite e scorte importanti, che minacciano la redditività di alcune aziende. Tuttavia, la qualità che la contraddistingue è un segnale positivo».
Nel 2025, «la superficie viticola svizzera ammontava a 14 432 ettari, ovvero 52 ettari in meno rispetto al 2024 (-0,4%), confermando la leggera tendenza al ribasso degli anni precedenti. Nella sua seduta del 25 febbraio, il Consiglio federale ha dato seguito alla decisione del Parlamento di stanziare 10 milioni di franchi a sostegno del mutamento strutturale delle superfici viticole».



