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VALLESE

Parlano gli avvocati dei Moretti: «Linciaggio mediatico e fake news»

I legali dei proprietari del bar "Le Constellation" si esprimono per la seconda volta dal dramma di Capodanno a Crans-Montana: «Quanto accaduto non è altro che un incidente».
AFP
Fonte Le Nouvelliste
Parlano gli avvocati dei Moretti: «Linciaggio mediatico e fake news»
I legali dei proprietari del bar "Le Constellation" si esprimono per la seconda volta dal dramma di Capodanno a Crans-Montana: «Quanto accaduto non è altro che un incidente».

SION - A due mesi dal dramma di Capodanno a Crans-Montana, i tre avvocati dei Moretti, proprietari del bar "Le Constellation", sono tornati a parlare per la seconda volta. In un'intervista concessa al quotidiano vallesano Le Nouvelliste, i legali denunciano il linciaggio e la gogna mediatica che si sono abbattuti sui loro assistiti e sostengono che una parte delle informazioni trapelate dall’inchiesta non corrisponda al vero.

«Deriva mediatica» - Ma perché, dopo settimane di silenzio, hanno deciso di intervenire proprio ora? «Era necessario fare il punto della situazione», ha spiegato uno degli avvocati. «Stiamo assistendo a una deriva mediatica. Capisco l’emozione e l’agitazione, entrambe legittime, ma non possono sostituirsi alla giustizia. Ci sembra importante ricordare alcune verità fondamentali che sembrano essere state completamente dimenticate».

«Innanzitutto, che si tratta di un incidente. Cosa significa? Significa che nessuno ha voluto questa tragedia, per quanto terribile sia stata. Ciò non significa che non vi siano responsabilità da accertare, ma che si è trattato di un dramma involontario».

Come detto, è la seconda volta che i legali dei Moretti si esprimono pubblicamente: il 18 gennaio avevano già denunciato le "bugie" e le "fughe di notizie" legate alle investigazioni in corso sul rogo che ha fatto 41 morti e 115 feriti.

Tra puntini sulle "i" e fake news - Dall’inchiesta sarebbero emersi alcuni elementi che, secondo gli avvocati, avrebbero contribuito a fornire una visione distorta dei fatti. «Contribuiscono ad alimentare la sensazione che i Moretti vogliano nascondere qualcosa, il che è totalmente falso». Quali elementi? «Per esempio, la notizia secondo cui Jessica sarebbe fuggita con la cassa, mentre i video mostrano che si trovava sul luogo dell’incidente. Questa falsa informazione, di particolare gravità, come altre, continua a circolare e spiega in parte il linciaggio mediatico che abbiamo subito durante l’udienza dei nostri clienti a Sion due settimane fa».

Una confusione che, come ha osservato il giornalista del quotidiano vallesano, l’intervista degli avvocati non contribuisce a placare. «La differenza sta nell’obiettivo dei nostri interventi. Interveniamo per la seconda volta senza alcuna intenzione di rivelare il contenuto dell’inchiesta, ma solo per smentire una serie di falsità. Il problema è il seguente: da un lato, una minoranza di avvocati delle vittime viola il divieto di esprimersi pubblicamente ogni settimana, senza conseguenze; dall’altro, noi lo rispettiamo e questo ci impedisce di contraddire tali informazioni facendo riferimento agli atti del fascicolo, con il rischio di essere perseguiti per aver divulgato elementi procedurali».

Informazioni dell'inchiesta - I legali assicurano infatti di non aver mai fatto trapelare informazioni riguardanti l’inchiesta in corso. «Eppure avremmo molti elementi da fornire, presenti nel procedimento e favorevoli ai coniugi Moretti».

Oltre ai Moretti, per il momento l’inchiesta è rimasta circoscritta a un ex responsabile della sicurezza del Comune. Gli avvocati auspicano un allargamento anche ad altri potenziali responsabili. «I Moretti sono sottoposti al controllo del Comune, e il Comune è sotto l’alta sorveglianza del Cantone. Questo è un dato di fatto. È emerso che per molti anni non sono stati effettuati i controlli periodici. Si è anche letto che i responsabili della sicurezza avrebbero segnalato, a vari livelli, di non disporre del personale necessario per garantirli. Gli stessi responsabili hanno affermato che ciò sarebbe dimostrato da rapporti scritti e che per anni nessuno sia intervenuto».

Almeno cinque anni - Tuttavia, prosegue, "ogni informazione errata diffusa sulla stampa mina questa possibilità e indirizza inutilmente i sospetti sul comportamento di Jacques e Jessica Moretti, che stanno collaborando pienamente". "E ogni volta che una notizia sbagliata viene smentita, si distrugge la fiducia nelle indagini stesse. È proprio per questo che oggi agiamo", conclude il legale.

Per il pool difensivo è quindi ora il momento, dopo un periodo di silenzio, di passare ai fatti. Stando ai legali, nonostante si stia svolgendo a un ritmo serrato, il procedimento potrebbe durare almeno cinque anni. Con così tante parti coinvolte sarà in effetti difficile accelerare per accorciare i tempi della giustizia.

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