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SVIZZERA

Filiali estere di UBS: «Separarle dalla "casa madre" svizzera»

Christoph Blocher, storico leader democentrista, crede in questa soluzione per scongiurare che un ipotetico fallimento possa riverberarsi sull'economia svizzera.
Foto Deposit
Fonte AargauerZeitung
Filiali estere di UBS: «Separarle dalla "casa madre" svizzera»
Christoph Blocher, storico leader democentrista, crede in questa soluzione per scongiurare che un ipotetico fallimento possa riverberarsi sull'economia svizzera.

ZURIGO - Sotto sotto cova la paura. Quella generata dall'ipotesi - dai più considerata fantascienza - che il "colosso" possa fallire. Così, Christoph Blocher, storico democentrista, in occasione di una riunione di partito se ne è uscito con una richiesta che ha lasciato nello stupore i suoi colleghi: e cioè che le filiali estere di UBS - non solo negli Stati Uniti ma anche in Asia - vengano separate dalla "casa madre" svizzera.

I timori di uno tsunami sulleconomia nazionale - Il timore di Blocher è che quella eventuale catastrofe finanziaria che dovesse colpire gli istituti satellite nei due continenti potrebbe «coinvolgere l’intera economia nazionale svizzera. L’obiettivo è proteggere la Svizzera da un rischio esistenziale» viene spiegato in un articolo di AargauerZeitung. L'alternativa - per Blocher - è che UBS garantisca di potere «poter essere liquidata» senza che i suoi clienti paghino i piatti rotti di altri.

Un'accelerata nel "piano di smembramento" di UBS viene considerata la proposta dell'82enne leader UDC, che sembra non trovi molta corrispondenza fra i banchi del governo.

La ministra delle finanze Keller-Sutter ha un'altra idea: capitale proprio per le filiale estere - La ministra delle Finanze Karin Keller-Sutter (PLR) ha un'altra idea, vale a dire di "iniezioni" di capitale proprio che dalla Svizzera dovrebbe arrivare alle filiali. C'è un problema però: servono circa 25 miliardi di dollari aggiuntivi, un'aggiunta che UBS non ha intenzione di mettere sul tavolo.

Alcuni parlamentari, appartenenti a diversi schieramenti, propongono le famose iniezioni di capitale proprio però solo al 50%, quota coperta da obbligazioni ad alto rendimento. Ma l'anziano leader boccia l'idea e ribadisce che urgono misure preventive più solide per scongiurare cataclismi finanziari in caso di crollo dell'istituto.


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