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Crans-Montana, la FSA: «Attacchi agli avvocati minacciano la giustizia»

«Minano l'istituzione e metto a rischio il diritto fondamentale della difesa»
Imago
Fonte FSA
Crans-Montana, la FSA: «Attacchi agli avvocati minacciano la giustizia»
«Minano l'istituzione e metto a rischio il diritto fondamentale della difesa»

CRANS-MONTANA / BERNA - La Federazione Svizzera degli Avvocati (FSA) si dice «profondamente colpita» dai tragici avvenimenti di Crans-Montana ed esprime le più sentite condoglianze alle vittime e alle loro famiglie. In una presa di posizione ufficiale, l’organizzazione manifesta forte preoccupazione per le segnalazioni di attacchi verbali e fisici, nonché per le minacce rivolte a chi si occupa della difesa nel procedimento penale legato alla vicenda.

«Tali attacchi - afferma il presidente della FSA, Georg Rauber nel comunicato diffuso - non solo ledono l’integrità personale delle avvocate e degli avvocati coinvolti, ma minano l’istituzione della giustizia nel suo complesso e mettono a rischio il diritto fondamentale alla difesa».

Difendere la difesa - La FSA ricorda che avvocate e avvocati sono organi di giustizia, sottoposti a severe regole professionali e deontologiche. In quanto tali, non possono essere identificati con gli interessi o le azioni delle persone che assistono.

Proprio nei momenti di forte tensione emotiva, sottolinea l’associazione, è essenziale che i principi fondamentali dello Stato di diritto vengano rispettati pienamente. «Tutelare l’avvocatura significa tutelare chi cerca giustizia e lo Stato di diritto: avvocate e avvocati garantiscono che i procedimenti siano condotti in modo equo e che siano rispettati i diritti di tutte le parti coinvolte. Chi fa pressioni o attacca i rappresentanti della difesa attacca i principi fondanti del nostro Stato di diritto», ribadisce Rauber.

Un processo equo, evidenzia la FSA, deve potersi svolgere in un clima di calma e rispetto, nell’interesse delle vittime, dei loro familiari e di tutte le parti coinvolte. «La giustizia non deve diventare né giustizia mediatica né giustizia privata», sottolinea il presidente, ricordando anche che le stesse avvocate e gli stessi avvocati devono attenersi alla consueta riservatezza deontologica nei confronti dei media.

L’urgenza della Convenzione europea - Gli attuali sviluppi in Svizzera e i crescenti attacchi al libero esercizio dell’avvocatura a livello internazionale confermano, secondo la FSA, l’urgenza dell’adesione alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dell’avvocatura (STCE n. 226), aperta alla firma da maggio 2025. «Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante dedicato specificamente alla protezione di chi esercita la professione forense e delle associazioni di categoria» e impone agli Stati firmatari «di garantire l’indipendenza dell’avvocatura, proteggerla da minacce, aggressioni, molestie e interferenze indebite e assicurare la riservatezza delle comunicazioni tra avvocato e cliente».

La Svizzera - prosegue la nota - ha seguito attivamente la stesura del testo attraverso una rappresentanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia nel gruppo di esperti del Consiglio d’Europa. L’accordo è già stato firmato da 27 Stati, tra cui Francia, Italia, Germania e Austria. Tuttavia, l’adesione della Svizzera non è ancora avvenuta, nonostante le ripetute sollecitazioni della FSA per una rapida sottoscrizione e ratifica.

«La Federazione ribadisce infine il proprio impegno a favore dello Stato di diritto, dell’indipendenza della giustizia e della tutela dell’avvocatura quale garante imprescindibile di un processo equo per tutte le parti coinvolte».

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