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Calabroni, l'invasione cinese difficile da frenare

Nel 2025 sono stati contati circa 15mila ritrovamenti di vespe asiatiche. Apicoltori preoccupati: «Decapitano le api da miele». E pericolosi per l'uomo.
Foto Deposit
Fonte Tages-Anzeiger
Calabroni, l'invasione cinese difficile da frenare
Nel 2025 sono stati contati circa 15mila ritrovamenti di vespe asiatiche. Apicoltori preoccupati: «Decapitano le api da miele». E pericolosi per l'uomo.

ZURIGO - Non solo in campo commerciale. La Cina invade anche il "mercato" degli insetti. L'invasione cinese ha a che fare questa volta con i calabroni, la cui "popolazione" autoctona in un anno è cresciuta vertiginosamente. Come ha rivelato al Tages-Anzeiger Carine Vogel, che gestisce la piattaforma ufficiale svizzera di segnalazione Asiatischehornisse.ch, nel 2025 gli avvistamenti sono stati quattro volte di più rispetto all'anno prima. «Si sono contati già circa 15mila ritrovamenti» ha dichiarato.

Numeri che preoccupano gli apicoltori: «Decapitano le api da miele e nutrono la loro prole con la rimanente parte del corpo» raccontano. Ma non sono solo gli apicoltori a essere preoccupati: le loro punture possono essere pericolose per l'uomo, fino a provocare la morte. Le cronache, soprattutto in estate, non mancano di riportare casi di persone decedute dopo essere state punte dalla vespa asiatica.

«Una singola vespa asiatica non è più pericolosa per l’uomo di una vespa autoctona - ha spiegato l'esperta - e una puntura diventa critica solo per chi è allergico al veleno degli insetti. Di norma le vespe asiatiche attaccano le persone solo se il loro nido è minacciato o se si sentono in pericolo».

L'arrivo della vespa cinese in Svizzera risale al 2017, quando viene avvistata per la prima volta nel Giura. Oggi è presente in 19 cantoni, in special modo nella Svizzera occidentale e nelle regioni di Basilea e Berna. Nei cantoni di San Gallo, Appenzello Interno, Argovia, Grigioni e Ticino sembra non sia ancora stata avvistata. Il calabrone asiatico si riconosce dalle zampe gialle e dal torace nero. Mette su casa di solito sugli alberi e sotto ai tetti e con un'architettura a forma di pera: rispetto al calabrone europeo (che pratica un foro di ingresso nella parte inferiore del nido), quello cinese prevede l'entrata lateralmente.

L'invasione di calabroni asiatici - arrivati in Europa con un carico navale dalla Cina - sembra difficile da fronteggiare in Svizzera fino a quando questa specie «non avrà trovato un predatore naturale (in Asia - spiega il Tages-Anzeiger - si tratta di alcune specie di uccelli, il cui import però non è un’opzione). Nel cantone di Zurigo, invece, dove ci sono pochi nidi «si persegue ancora una strategia di eradicazione».

Ma quanti nidi di calabroni asiatici ci sono sul territorio nazionale? Carine Vogel parla di circa 3mila nidi. Nel 2024 ne erano stati distrutti 785 «in modo professionale», una sottolineatura che trova subito una spiegazione. «Non bisogna mai distruggere un nido da soli. È pericoloso e deve essere lasciato a esperti» avverte. Ed è del parere che «probabilmente in Svizzera non si riuscirà più a debellare le vespe asiatiche. Si può però influenzare la velocità della loro diffusione». Per questo, per cercare di frenare questa avanzata che sembra inarrestabile, è importante segnalare la presenza dell'insetto.

«Se individuate un calabrone sospetto o un nido - ha spiegato Vogel al quotidiano zurighese - fotografate o filmate il ritrovamento e caricate le immagini sul sito Asiatischehornisse.ch, indicando precisamente il luogo e la data di scatto, oltre ai vostri dati di contatto. La piattaforma controlla se si tratta davvero di calabroni asiatici e, se necessario, informa il cantone responsabile».

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