Una bravata non è motivo valido per negare la naturalizzazione

Il Tribunale amministrativo di Argovia annulla il rifiuto del passaporto a una giovane eritrea per un reato minore.
AARAU - Bravate adolescenziali come lanciare uova contro una casa non sono un motivo sufficiente per rifiutare la concessione del passaporto svizzero. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo del canton Argovia, accogliendo il ricorso di un'eritrea.
In prima battuta, la Commissione per la naturalizzazione del Gran Consiglio (EBK) aveva respinto la richiesta della diretta interessata. L'organo ha giustificato la sua decisione citando il fatto che la giovane aveva avuto problemi con la giustizia mentre la procedura era in corso.
A 15 anni, lei e altri adolescenti infatti avevano lanciato uova contro la facciata di un'abitazione e partecipato al classico scherzo porta a porta che consiste nel suonare un campanello e poi scappare. La ragazza era pertanto stata sanzionata dalla procura minorile, ricorda in una sentenza divulgata oggi il tribunale.
Tuttavia, quest'ultimo conclude che la posizione dell'EBK è incompatibile con la legge e la Costituzione. Una condanna per un reato minore in effetti non preclude automaticamente la naturalizzazione: la commissione deve invece considerare l'atto specifico, le circostanze e stabilire se è probabile che il richiedente continui a violare le norme in futuro.
Secondo il Tribunale amministrativo argoviese dunque, respingere la domanda esclusivamente sulla base di questo fatto è "arbitrario". L'incidente, spiega, è stato un evento isolato, si è verificato "nel contesto di scherzi giovanili di gruppo" ed era già avvenuto più di un anno prima della decisione dell'EBK, che ora viene pertanto annullata.



