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WEF 2026

Fra manifestazioni e rischio terrorismo, così verrà blindato il WEF dei record

La conferenza stampa di Polizia ed Esercito. Sarà l'edizione con più invitati di sempre (3'000). Preoccupazione anche per possibili cyberattacchi.
20 Minuten/Jeb
Fra manifestazioni e rischio terrorismo, così verrà blindato il WEF dei record
La conferenza stampa di Polizia ed Esercito. Sarà l'edizione con più invitati di sempre (3'000). Preoccupazione anche per possibili cyberattacchi.

«Viviamo in tempi turbolenti, il dispositivo di sicurezza dovrà essere all'altezza», con queste parole il comandante della Cantonale dei Grigioni Walter Schlegel apre la conferenza stampa di questo venerdì mattina a Davos, in attesa del WEF 2026. Questo, lo ricordiamo, si terrà dal 19 al 23 gennaio.

Le maggiori preoccupazioni, confermano le autorità grigionesi, arrivano sia dal mondo analogico sia da quello digitale. Se, da un lato, bisognerà avere a che fare con i manifestanti in loco – e con la possibilità di un attacco terroristico, vista la presenza di Trump e di Zelensky – dall'altro si temono anche attacchi e spionaggio informatico.

«La minaccia terroristica è reale, anche in Svizzera», ha continuato Schlegel, «a sostenerci in questa grande sfida ci sono 250 partner».

Dopo il recente attacco terroristico a una festa ebraica in Australia, le forze di sicurezza si sono concentrate maggiormente sui singoli individui e sui piccoli gruppi che potrebbero compiere attentati con mezzi semplici, aveva affermato recentemente sempre Schlegel in un'intervista al quotidiano Südostschweiz.

Oltre alla polizia cantonale, sono coinvolti anche il Servizio delle attività informative (SIC) della Confederazione e il Servizio federale di sicurezza.

Il budget per la sicurezza, malgrado a Davos siano attese 3.000 persone (un record) e 65 capi di Stato, resta di 9 milioni di franchi.

Il finanziamento è coperto per il 50% dal WEF, per il 25% dalla Confederazione, per il 21,7% dal Canton Grigioni e per il 3,3% dal Comune di Davos. In caso di superamento del tetto massimo, la Confederazione contribuirà con un importo aggiuntivo.

Per quanto riguarda le manifestazioni già confermate: si terrà un raduno dei Giovani Socialisti (domenica), così come una “marcia invernale” (sabato), come quella tenutasi l'anno scorso e organizzata da Strike WEF. Attese proteste anche a Berna e Zurigo. «Sono state annunciate anche altre manifestazioni non autorizzate», continua il comandante.

«Siamo pronti, le truppe sono schierate e al lavoro», ribadisce il comandante della Divisione Territoriale 3 Maurizio Dattrino che spiega come l'intervento delle forze armate sia iniziato il 13 gennaio e si prolungherà fino al 29 gennaio (al più tardi).

Davos verrà quindi “blindata” via terra, aria (divieto anche di sorvolo con i droni) e... web: «Sul posto sarà attiva anche un'unità informatica», ribadisce Dattrino.

Tutti i capi di stato che saranno al WEF 2026
Donald Trump – Presidente degli Stati Uniti d’America
Mark Carney – Primo ministro del Canada
Friedrich Merz – Cancelliere federale della Germania
Ursula von der Leyen – Presidente della Commissione europea
He Lifeng – Vicepremier della Repubblica Popolare Cinese
Javier Milei – Presidente dell’Argentina
Prabowo Subianto – Presidente dell’Indonesia
Pedro Sánchez – Primo ministro della Spagna
Guy Parmelin – Presidente della Confederazione Svizzera
Vahagn Khachaturyan – Presidente della Repubblica di Armenia
Ilham Aliyev – Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian
Bart De Wever – Primo ministro del Belgio
Gustavo Petro – Presidente della Colombia
Félix-Antoine Tshisekedi Tshilombo – Presidente della Repubblica Democratica del Congo
Daniel Noboa Azín – Presidente dell’Ecuador
Alexander Stubb – Presidente della Finlandia
Kyriakos Mitsotakis – Primo ministro della Grecia
Micheál Martin – Primo ministro dell’Irlanda
Aziz Akhannouch – Capo del governo del Regno del Marocco
Daniel Francisco Chapo – Presidente del Mozambico
Dick Schoof – Primo ministro dei Paesi Bassi
Mian Muhammad Shehbaz Sharif – Primo ministro del Pakistan
Mohammed Mustafa – Primo ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese
Karol Nawrocki – Presidente della Polonia
Mohammed bin Abdulrahman Al Thani – Primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar
Aleksandar Vučić – Presidente della Serbia
Tharman Shanmugaratnam – Presidente di Singapore
Isaac Herzog – Presidente dello Stato di Israele
Ahmad Al Sharaa – Presidente della Siria
Volodymyr Zelenskyy – Presidente dell’Ucraina
António Guterres – Segretario generale delle Nazioni Unite

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