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LUCERNA

Ucciso dalla funicolare, è il terzo figlio che perdono: «Un dolore senza fine»

La sofferenza di una coppia dopo la tragedia alla Gütschbahn. Tre figli perduti, il loro coraggio: «Ora non abbiamo più nessuno».
20 Minuten
Il figlio più giovane di Kebba e Lucia è stato investito sui binari della funicolare Gütschbahn sabato scorso ed è deceduto per le ferite riportate.
Ucciso dalla funicolare, è il terzo figlio che perdono: «Un dolore senza fine»
La sofferenza di una coppia dopo la tragedia alla Gütschbahn. Tre figli perduti, il loro coraggio: «Ora non abbiamo più nessuno».

LUCERNA - Perdere tre figli in pochi anni è un'esperienza di dolore inimmaginabile. Quel dolore lo conoscono invece molto bene Lucia (62 anni) e Kebba (65 anni), i genitori di A.B. il ragazzo 31enne morto sabato sera sui binari della Gütschbahn nella Città di Lucerna. Era il loro terzo figlio, ed è morto anche lui. Così come sono deceduti gli altri due figli.

«Stiamo malissimo. I nostri figli erano la cosa più grande e bella che ci sia mai capitata», ha raccontato con la voce spezzata dal dolore Lucia al portale 20 Minuten.

Una coppia distrutta dalla sofferenza: «Non abbiamo più figli», aggiunge il marito, incapace di comprendere fino in fondo quanto accaduto. Eppure cerca di reagire: «Dobbiamo andare avanti. I nostri figli avrebbero voluto che continuassimo a vivere e a essere felici».

Diciassette anni fa la coppia aveva già perso il primogenito, morto in un incidente a soli 24 anni. Una tragedia che inevitabilmente finisce per buttare Lucia e Kebba in un baratro di disperazione.

«Ci siamo fatti forza, la vita doveva continuare», ricorda Lucia. Insieme agli altri due figli e al marito, si cercava di assaporare ogni momento: «La sera ci sedevamo spesso tutti insieme sul divano, le candele ci davano conforto».

Uno dei ricordi più belli resta le vacanze del 2022 in Gambia, terra natale di Kebba: «Sono felice di averle vissute con entrambi i nostri figli adulti», racconta la madre.

Ma poco dopo la figlia si ammalò gravemente e, cinque mesi fa, è morta. Un altro colpo devastante. «Non riusciamo a comprendere questi dolori», confida Lucia. Il figlio A. B. allora si era avvicinato ancora di più ai genitori, andando spesso a trovarli. «Sabato l’ho sentito al telefono, avrebbe dovuto venire a pranzo domenica», ricorda il padre.

Poche ore dopo, invece, la polizia ha bussato alla loro porta comunicando la morte del figlio. «Ero scioccato. Era sempre disponibile e premuroso», dice Kebba. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare: la Procura di Lucerna ha aperto un’inchiesta, non si esclude un problema tecnico della funicolare. I genitori sperano che le indagini facciano piena luce.

Lucia e Kebba cercano ora sostegno nella religione e nella preghiera. «Preghiamo molto. Dio mi dà la forza di andare avanti», dice la madre, che trova conforto anche nell’atteggiamento positivo del marito: «È la persona più ottimista e generosa che conosca».

Lui aggiunge: «Non posso cambiare la vita. Il mio obiettivo è aiutare e lottare per il bene».

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