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TURGOVIA"Fattoria degli orrori", chiesti diciotto mesi per l'ex veterinario cantonale

25.01.24 - 10:19
L'uomo è accusato di abuso di autorità, favoreggiamento, amministrazione infedele e tentata coazione.
20 Minuten
Fonte ats
"Fattoria degli orrori", chiesti diciotto mesi per l'ex veterinario cantonale
L'uomo è accusato di abuso di autorità, favoreggiamento, amministrazione infedele e tentata coazione.

FRAUENFELD - Una condanna a 18 mesi con la condizionale è stata chiesta oggi dalla pubblica accusa per l'ex veterinario cantonale turgoviese a processo a Frauenfeld per una serie di presunte omissioni nella vicenda della fattoria di Hefenhofen sgomberata nel 2017.

Al secondo giorno del processo davanti al Tribunale distrettuale del capoluogo cantonale, il Ministero pubblico ha inoltre richiesto per l'ex funzionario una pena pecuniaria, pure sospesa, di 180 aliquote giornaliere da 190 franchi e una multa di 6800 franchi.

L'ex veterinario cantonale, che nel frattempo è andato in pensione, deve rispondere di abuso di autorità, favoreggiamento e maltrattamento di animali per omissione, amministrazione infedele e diminuzione dell'attivo in danno dei creditori.

Assieme all'ex capo dell'Ufficio di veterinaria del canton Turgovia vengono giudicati anche tre sui ex collaboratori. Per il dibattimento sono stati messi in agenda dieci giorni e la sentenza è attesa il 19 marzo.

Il caso legato a quella che la stampa aveva soprannominato la "fattoria degli orrori" era scoppiato il 3 agosto 2017, dopo che il Blick aveva pubblicato le foto di animali lasciati morire di fame o maltrattati, scattate da una ex dipendente dell'allevatore.

Quattro giorni più tardi, diversi attivisti per la protezione degli animali avevano assistito a debita distanza allo sgombero forzato della fattoria. Erano stati prelevati circa 250 animali tra cavalli, maiali, bovini, pecore, capre e lama. Novanta cavalli erano poi stati venduti all'asta.

Nel marzo di un anno fa, al processo di prima istanza, il proprietario dell'allevamento è stato assolto, per mancanza di prove "utilizzabili", da molti dei capi d'imputazione di cui era incriminato e condannato a otto mesi di detenzione con la condizionale . Il Ministero pubblico, che ha presentato ricorso in appello, chiedeva una condanna a 6 anni e 4 mesi.

Il Tribunale distrettuale di Arbon aveva però accertato diverse negligenze da parte dell'allevatore, ma aveva dato in gran parte ragione alla difesa per quel che riguarda i vizi di forma, criticando l'operato sia del Ministero pubblico che dell'Ufficio cantonale di veterinaria. Il Ministero pubblico ha già presentato ricorso in appello per quella sentenza.

In questo processo l'ex veterinario cantonale e i suoi collaboratori sono in particolare accusati di avere effettuato vari controlli solo dopo aver preventivamente informato l'allevatore. Sarebbero inoltre intervenuti troppo tardi, rendendosi complici dei maltrattamenti e avrebbero omesso di far rispettare un divieto parziale di tenere animali emanato già nel 2013 nei confronti dell'allevatore di Hefenhofen.

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